Cova, nella base del Carroccio, una voglia cambiamento. E Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega lombarda, ha scelto di metterla nero su bianco in un libro, “Fare la Lega, agenda per il rinnovamento”, edito da Rubbettino: un vero e proprio manifesto della base leghista delusa. “Io – spiega Romeo all’Adnkronos – racconto questo desiderio di rinnovamento che c’è nella base, tra i militanti. C’è la volontà che la Lega torni a riprendere in mano alcuni temi che hanno caratterizzato un po’ la storia della Lega, cercando di attualizzarli. Restiamo una Lega nazionale, nessuno vuole mettere in discussione questo, ma vogliamo rafforzare le identità territoriali, che sono la forza della Lega. In questo libro cerco di portare questo desiderio, questa volontà di rinnovare”.
Ed è proprio tra le pagine del libro, e tra le righe della sua analisi, che riaffiora un tema antico, mai davvero sopito: la questione settentrionale. “Nel libro scrivo che esiste, oltre alla questione meridionale, anche una questione settentrionale, che oggi è più attuale che mai. Secondo uno studio Istat e Bankitalia, il Nord ha perso capacità di spesa più che altre zone. Se la locomotiva d’Italia si ferma, questo è un problema per tutti. È giusto rafforzare la coesione nazionale, è giusto mettere il Sud nelle condizioni di svilupparsi al meglio, ma consentire anche al Nord produttivo di essere al passo con il resto d’Europa”.
Nel libro, Romeo scrive che la Lega si è “imborghesita”. A cosa si riferisce? Il parlamentare lombardo non si nasconde: “Un po’ di scollamento tra classe dirigente e base c’è stato”. Un’ammissione che pesa, ma che apre subito a una via d’uscita, quella indicata dal fondatore del movimento: bisogna tornare allo spirito di Bossi? “Certo, prendendo esempio dall’insegnamento di Umberto di stare vicini al popolo, capire le esigenze e saperle rappresentare il più possibile”, osserva il capogruppo. E a chi, in queste pagine, volesse leggere una sfida lanciata a Matteo Salvini, Romeo risponde: “Mi interessa rilanciare il movimento, non le sfide”. (di Antonio Atte)