HomeSpettacoloPremio Capalbio, da Calenda a Formigli e Grasso: i protagonisti dell’edizione 2026

Premio Capalbio, da Calenda a Formigli e Grasso: i protagonisti dell’edizione 2026

- Advertisement -

Europa, Donald Trump, Israele, giornalismo d’inchiesta, televisione e storia del Novecento. Sono alcuni dei temi al centro della quindicesima edizione del Premio internazionale Capalbio Piazza Magenta, in programma venerdì 28 agosto alle 19 all’Anfiteatro del Leccio di Capalbio, recentemente ristrutturato. A condurre la serata sarà la giornalista Eleonora Daniele, mentre l’attrice Irene Grazioli leggerà alcune pagine delle opere premiate.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sono Carlo Calenda, Emmanuelle de Villepin, Sergio Fabbrini, Corrado Formigli, Aldo Grasso, Bruno Manfellotto, Antonio Monda, David Parenzo e Stefano Petrocchi.

A Calenda va il Premio speciale della giuria per Difendere la libertà. L’ora dell’Europa, pubblicato da Piemme. Il leader di Azione affronta nel libro il futuro dell’Unione europea davanti alla crescita delle potenze autoritarie e al cambiamento degli equilibri internazionali, indicando nella costruzione di una maggiore unità politica europea la risposta alla crisi dell’ordine occidentale.

Il Premio Capalbio Piazza Magenta per la letteratura internazionale va invece a Emmanuelle de Villepin per L’incidente, pubblicato da Astoria. Il romanzo affronta i temi della colpa, della redenzione e dei legami personali attraverso una vicenda segnata dall’imprevedibilità del destino.

La politica internazionale torna al centro con Sergio Fabbrini, premiato per Tsunami Trump. Il nazionalismo americano e l’Europa, edito dal Sole 24 Ore. Il politologo interpreta l’ascesa di Donald Trump non come un fenomeno transitorio, ma come una trasformazione strutturale della politica americana, destinata ad avere conseguenze profonde anche sull’Europa, chiamata a fare i conti con la propria dipendenza strategica e militare dagli Stati Uniti.

A Corrado Formigli, autore e conduttore di Piazzapulita su La7, va il premio per il giornalismo televisivo. Nel corso della sua carriera Formigli ha seguito come inviato numerosi scenari di crisi e di guerra, dall’Albania all’Algeria, dal Kosovo al Medio Oriente, fino all’assedio di Kobane, documentato nel 2014.

Premio per la critica televisiva ad Aldo Grasso per Cara televisione. Una storia d’amore e d’altri sentimenti, pubblicato da Cortina. Nel volume il critico del Corriere della Sera ripercorre anche la storia del proprio mestiere e gli anni della televisione italiana, utilizzando il piccolo schermo come punto di osservazione dei cambiamenti del Paese.

La saggistica storica è rappresentata da Bruno Manfellotto con Voglio uccidere Mussolini, Laterza. L’ex direttore dell’Espresso ricostruisce le vicende degli uomini che tentarono di assassinare Benito Mussolini, insieme alle reti politiche, alle indagini di polizia e al contesto nel quale, nel giro di pochi anni, vennero cancellate le istituzioni democratiche e si consolidò la dittatura fascista.

Ad Antonio Monda va il premio per la narrativa italiana con Una mattina gloriosa, Mondadori. Il romanzo è ambientato nella New York dell’aprile 1912 e ha come scenario l’attesa, al molo 59, dell’arrivo di un grande transatlantico che l’autore sceglie di non nominare. La vicenda privata dei personaggi si intreccia così a uno degli eventi destinati a segnare l’immaginario del Novecento.

Premio per la saggistica politica internazionale a David Parenzo per Lo scandalo Israele, Rizzoli. Il giornalista e conduttore costruisce il libro intorno a sette storie attraverso le quali affronta Israele, la sua identità e le sue contraddizioni, partendo anche dalla cesura rappresentata dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Completa il quadro Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci e segretario del comitato direttivo del Premio Strega, vincitore del premio per la storia della letteratura italiana con Romanzo privato, Mondadori. Il volume ricostruisce la figura di Maria Bellonci attraverso documenti inediti e ne indaga tanto la scrittura storico-narrativa quanto il ruolo nel mondo culturale italiano e nella nascita del Premio Strega.

“Il futuro dell’Europa, Donald Trump, Israele e la Storia che irrompe nel passato sono solo alcuni dei grandi temi che saranno affrontati”, sottolinea il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini, indicando nel premio un’occasione di confronto sui cambiamenti politici e sociali contemporanei.

Per i presidenti del premio Mirella Serri e Giacomo Marramao, la manifestazione si è consolidata cercando di unire “l’alta qualità dei prodotti letterari e saggistici e la loro incidenza nella sfera pubblica”. La giuria dell’edizione 2026 è composta, oltre che da Serri e Marramao, da Giancarlo Bosetti, Gianfranco Chelini, Matteo Fabiani, Marisa Garito, Maria Concetta Monaci, Denise Pardo e Giuppi Pietromarchi.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -