Pergamene, carteggi, mappe antiche e archivi d’impresa tornano accessibili a tutti. Sabato 3 ottobre 2026 l’Associazione Dimore Storiche Italiane porta in scena la quinta edizione di Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro, giornata di apertura gratuita di archivi e biblioteche private in tutta Italia. L’ingresso è libero.
L’iniziativa tocca quest’anno oltre trenta sedi distribuite in nove regioni, da Torino a Cosenza, da Firenze a Venezia. Non solo dimore storiche associate ad ADSI: per la prima volta in modo esteso, partecipano anche fondazioni e musei pubblici e privati, ampliando il perimetro di un patrimonio che raramente trova spazio nei circuiti culturali ordinari. Tra i siti coinvolti figurano l’Archivio Guicciardini e la Fondazione Franco Zeffirelli a Firenze, l’Associazione Archivio Storico Olivetti a Torino, la Scuola Normale Superiore di Pisa con il suo Palazzo della Carovana e il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli a Cosenza, insieme a decine di altri archivi e biblioteche.
Un patrimonio che attraversa secoli
Quello custodito nelle dimore storiche italiane è un patrimonio composito: lettere private e corrispondenze diplomatiche, fotografie di famiglia e documentazione industriale, libri antichi e registri contabili. Materiali che raccontano non solo le vicende dei singoli casati, ma l’evoluzione economica, paesaggistica e culturale dei territori in cui queste dimore sono radicate.
Nelle dimore storiche, gli archivi e le biblioteche rappresentano una straordinaria forma di eredità viva. Non raccontano soltanto ciò che siamo stati, ma ci aiutano a comprendere come si sono sviluppate le realtà territoriali, sociali ed economiche del Paese, spiega Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. Rendere accessibile questo patrimonio significa mettere a disposizione della collettività conoscenze, esperienze e storie che continuano a generare valore culturale, sociale ed economico.
L’edizione 2026 ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura, della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e di ANCI.
Le sedi aperte regione per regione
In Toscana si concentra il maggior numero di aperture: a Firenze aprono l’Archivio Guicciardini, Villa Le Corti, la Fondazione Franco Zeffirelli e Palazzo Pepi; a Lucca la Villa Tambellini de Fondra e la Casa Museo Giovanni Pascoli; a Pisa il Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore; ad Arezzo la Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum; a Livorno l’Archivio Carlo Morelli; a Pistoia Villa Amalia.
Nel Lazio partecipano il Castello Orsini Naro a Rieti, il Casale Sant’Eusebio 146 e la Fondazione Opera Lucifero a Roma, e Villa Muti Bussi a Viterbo. In Campania aprono Palazzo Mazzacca a Benevento, Palazzo Lanza a Caserta, Astapiana Villa Giusso a Napoli e Palazzo Ricci XVIII a Salerno.
Al Nord, il Piemonte porta a Torino il Palazzo Conti di Bricherasio e l’Associazione Archivio Storico Olivetti; la Lombardia l’Archivio Fondazione Solaro a Milano. In Veneto aprono Villa Foscarini Rossi a Venezia, la Fondazione Gianfranco Fedrigoni Fabriano a Verona e il Castello di Thiene a Vicenza. In Emilia-Romagna partecipano Palazzo dalla Rosa Prati a Parma e Palazzo Fava Marescotti a Bologna.
Completano il quadro, in Abruzzo, Palazzo Nardis a L’Aquila e la Fondazione Summa a Pescara; in Calabria il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli a Cosenza.
Come partecipare
Tutte le aperture sono gratuite. L’elenco completo delle sedi e gli eventuali orari di visita sono disponibili sul sito ufficiale www.adsi.it. L’elenco pubblicato è ancora provvisorio: ulteriori sedi potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane.