Trenta macchine costruite in legno e materiali d’epoca, fedeli ai disegni originali di Leonardo da Vinci. Dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, Palazzo Pallavicini di Bologna ospita Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione, mostra che ricostruisce l’ingegno del maestro rinascimentale attraverso modelli tridimensionali realizzati a partire dai Codici vinciani.
I modelli sono opera di Giorgio Cegna, docente emerito e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, realizzati insieme agli allievi del Laboratorio di Scenografia della Pusa University di Assisi. La verifica scientifica e la codifica museografica sono state curate da Luca Pianesi. La mostra è coordinata da Francesca Bogliolo.
Biciclette, paracadute ed elicotteri: le invenzioni in mostra
Il percorso si snoda nelle sale affrescate del palazzo bolognese e guida il visitatore attraverso alcune delle intuizioni più celebri di Leonardo. Ci sono la bicicletta ispirata al disegno del 1493, il paracadute, il deltaplano e l’elicottero — macchine che sfidano la forza di gravità con una logica sorprendentemente moderna. La meccanica pura prende forma nel martello a movimento continuo, nel misuratore di vento e nei sistemi di sollevamento con carrucola. Completano il percorso strumenti fondamentali per la storia dell’ingegneria: la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric.
Ogni pezzo è costruito con legno, cordame e tela, gli stessi materiali disponibili nel Quattrocento, nel rispetto rigoroso dei Codici vinciani. Il risultato è una serie di oggetti che permettono di toccare con mano — quasi letteralmente — il metodo di Leonardo: l’osservazione della natura tradotta in soluzione tecnica.
L’Istrice: dodici metri di legno recuperato dai conflitti
Tra i pezzi più imponenti della mostra spicca L’Istrice, installazione lignea lunga dodici metri ispirata ai bozzetti di Leonardo. Il legno utilizzato proviene da aree colpite da conflitti armati: un ingegno concepito originariamente per la guerra diventa così un simbolo di speranza. È uno degli esempi in cui la ricostruzione storica si carica di un significato che va oltre la fedeltà filologica.
Questa mostra vuole abbattere le barriere tra arte e scienza, offrendo a Bologna un evento che unisce lo stupore visivo al rigore storico, dichiarano gli organizzatori. Poter esporre a Palazzo Pallavicini questi modelli, nati dall’eccellenza e dalla competenza del Laboratorio di Scenografia della Pusa University di Assisi, è un’opportunità unica per il pubblico per familiarizzare con una delle menti più brillanti di tutti i tempi.
Orari, biglietti e informazioni pratiche
La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:30). Il lunedì è giorno di chiusura, con alcune eccezioni: dal 27 dicembre 2026 al 17 gennaio 2027 il palazzo sarà aperto anche il lunedì. Aperture straordinarie sono previste il 2 novembre, il 7 e l’8 dicembre. Chiuso il 25 e il 26 dicembre.
Il biglietto intero costa 16 euro. Il ridotto è a 14 euro per under 18 (dai 14 anni), over 65, studenti under 26 con tesserino, militari e giornalisti iscritti all’Ordine. Il biglietto famiglia prevede 12 euro per adulto e 8 euro per bambino dai 6 ai 14 anni; gratuito sotto i 6 anni. Il venerdì universitario è a 12 euro per tutti gli studenti con tesserino valido. I gruppi (da 10 a 25 persone) pagano 12 euro a persona; le scolaresche 6 euro con due docenti gratuiti per classe. Per gruppi e scuole la prenotazione è obbligatoria.
Palazzo Pallavicini si trova in Via San Felice 24, Bologna. Informazioni su www.palazzopallavicini.com.