Mentre il dibattito sull’efficienza energetica degli edifici si concentra su climatizzatori e isolamento termico, un impianto spesso trascurato potrebbe fare la differenza sulle bollette di condomini e imprese: l’ascensore. Secondo i dati di KONE, multinazionale finlandese specializzata nella mobilità verticale, modernizzare un ascensore può ridurne i consumi energetici fino al 70%.
Il dato acquista peso se si considera che gli elevatori possono incidere dal 2% al 10% dei consumi elettrici complessivi di un edificio. In un contesto in cui, secondo il Global Energy Review 2026 dell’International Energy Agency, i consumi degli edifici hanno rappresentato quasi il 45% della crescita elettrica globale nel 2025, ottimizzare ogni impianto presente nello stabile diventa una scelta concreta, non solo ambientale.
Perché l’ascensore è un alleato energetico sottovalutato
La pressione sulle bollette estive ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’efficienza degli edifici. La European Environment Agency stima che oltre l’85% degli edifici esistenti sarà ancora in uso nel 2050: intervenire sul patrimonio immobiliare già costruito è quindi una delle leve più concrete per ridurre i consumi su scala europea.
Nei periodi di elevata domanda energetica, come i mesi estivi, ottimizzare il consumo di tutte le apparecchiature presenti negli edifici è fondamentale, spiega Fabrizio Troiani, Direttore Modernizzazione di KONE Italy & Ibérica. L’efficientamento di un ascensore passa attraverso tre principali leve tecnologiche: la rigenerazione energetica, i sistemi intelligenti in stand-by e l’evoluzione delle tecnologie di trazione e controllo, aggiunge.
Il recupero dell’energia in frenata
Il primo intervento riguarda la rigenerazione energetica. Nei sistemi tradizionali, l’energia prodotta durante le fasi di frenata o quando il dislivello di peso tra cabina e contrappeso richiede di controllare il movimento viene dispersa sotto forma di calore. Le tecnologie di rigenerazione la recuperano e la reimmettono nella rete elettrica dell’edificio, rendendola disponibile per illuminazione o climatizzazione.
Secondo KONE, questa soluzione genera risparmi tra il 30% e il 55% negli edifici con utilizzo intensivo degli ascensori, con una quota di energia riutilizzata che può arrivare al 40% del fabbisogno dell’impianto stesso. Un risparmio diretto, misurabile in bolletta.
Il consumo invisibile durante i periodi di inattività
Il secondo intervento agisce su quello che i tecnici chiamano consumo invisibile. Illuminazione della cabina, segnalazioni, componenti elettronici e sistemi di ventilazione continuano ad assorbire energia anche quando l’ascensore è fermo. In alcuni casi, questa quota può arrivare all’80% del fabbisogno energetico complessivo dell’impianto.
Funzioni come lo spegnimento automatico delle luci, le modalità a basso consumo e la gestione intelligente delle segnalazioni permettono di contenere questi sprechi durante tutto l’anno, non solo nei picchi estivi. L’impatto è costante e cumulativo.
Motori e sistemi di controllo di nuova generazione
Il terzo intervento riguarda l’evoluzione dei sistemi di trazione e controllo. Motori come il KONE EcoDisc, abbinati a sistemi intelligenti di gestione del traffico, riducono le perdite energetiche, evitano spostamenti non necessari e migliorano l’efficienza complessiva dell’impianto. Il risultato è un ascensore che consuma meno a parità di utilizzo e gestisce meglio i flussi di persone nell’edificio.
La modernizzazione dell’ascensore rappresenta una leva concreta per rendere gli edifici più sostenibili, più affidabili e più pronti ad affrontare le esigenze future, conclude Troiani. I tre interventi non agiscono in isolamento: è la loro combinazione a produrre i risparmi più consistenti, fino al 70% rispetto a un impianto non aggiornato.