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Fmi: paper, allarme debito e spesa Ue, sostenibilità e servizi pubblici a rischio

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“I governi europei si trovano ad affrontare una sfida finanziaria senza precedenti”: rafforzare le riforme e il consolidamento di bilancio è un passaggio obbligato per evitare un raddoppio del debito pubblico medio al 130% in 15 anni. E’ il monito che emerge da un paper del Fondo monetario intitolato ‘La stretta fiscale in Europa: come affrontare le crescenti pressioni sulla spesa’.

“Le crescenti pressioni sulla spesa derivanti dall’invecchiamento della popolazione, dalla transizione climatica, dalla difesa e dagli oneri sugli interessi si scontrano con livelli di debito già elevati e con una scarsa disponibilità politica ad aumentare la pressione fiscale o ad attuare tagli su larga scala. Se non affrontate, queste forze porterebbero il debito pubblico su una traiettoria insostenibile e minerebbero gradualmente la qualità e la credibilità dei servizi pubblici”, avvertono gli analisti del Fmi. In questo scenario “l’obiettivo è mantenere il debito pubblico a livelli sostenibili. Se non si interviene, il debito pubblico medio nell’Ue raddoppierebbe nei prossimi 15 anni, con i rapporti medi di indebitamento nei paesi europei che raggiungerebbero il 130% entro il 2040”.

La ricetta? Per gli esperti del Fondo serve una strategia su tre fronti: riforme, risanamento e un’evoluzione istituzionale a lungo termine. In primis, “l’entità del risanamento necessario dipende in larga misura dall’ambizione delle riforme”, scrivono, spiegando che per un paese ‘tipo’ un pacchetto di riforme moderato potrebbe ridurre “di un terzo” gli impegni di risanamento per evitare l’esplosione del debito. Simulazioni alla mano, in assenza di riforme, il paese europeo tipico dovrà attuare un risanamento di bilancio pari a circa il 5% del pil cumulativamente nell’arco di cinque anni (circa l’1% del pil all’anno). Con un pacchetto moderato di riforme invece il risanamento di bilancio scende a circa il 3,5% del pil nel periodo (0,75% l’anno). Tuttavia, “la combinazione di riforme e risanamento di bilancio è, in ultima analisi, una decisione che spetta a ciascun paese, in base alle preferenze sociali e alla fattibilità politica”.

Questa analisi non vale peò per i Paesi ad alto debito, come l’Italia che il rapporto non cita nello specifico ma che secondo le stime del governo salirà oltre il 130% del pil quest’anno sotto il peso del superbonus. “Anche con riforme incisive e disciplina di bilancio, i paesi con un debito elevato dovranno probabilmente affrontare scelte difficili riguardo alla portata dei servizi pubblici e al ruolo dello Stato”, si legge nel Paper del Fmi. “In circa un quarto dei Paesi europei, le esigenze di risanamento superano quanto storicamente realizzato, anche con riforme moderate” necessitando dunque “un dibattito più ampio sulla sostenibilità del modello socioeconomico europeo, con i suoi generosi servizi pubblici e il suo stato sociale espansivo”.

In questi casi “i responsabili politici potrebbero dover riconsiderare in modo pragmatico il perimetro dello Stato, trasferendo parte dei finanziamenti dalle fonti pubbliche a quelle private, attraverso una maggiore miratura delle prestazioni, la riforma dei sussidi e l’aumento delle tariffe a carico degli utenti per le fasce di reddito più elevate, nonché la ristrutturazione o la privatizzazione delle imprese statali, proteggendo al contempo i servizi essenziali e le famiglie vulnerabili”, sostengono gli esperti del Fondo monetario. “I potenziali risparmi derivanti da questi cambiamenti fondamentali sono ingenti. Ad esempio, allineare la quota di finanziamento pubblico nei settori della sanità, dell’istruzione, delle infrastrutture e del clima alla media dell’Ocse potrebbe far risparmiare quasi il 3% del pil per un paese europeo medio. Tali cambiamenti, tuttavia, potrebbero intaccare il cuore stesso del contratto sociale e, per avere successo, richiederanno un’attenta riflessione, ampie consultazioni, una comunicazione chiara e l’integrazione in piani a medio termine ben strutturati”, concludono. di Luana Cimino

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