Il Piemonte si conferma tra le mete più cercate dagli appassionati di scambio casa. Nell’estate 2026 la regione registra una crescita del 26% negli scambi rispetto allo stesso periodo del 2025, inserendosi nel trend che premia tutto il turismo alpino del Nord Italia. A rilevarlo è HomeExchange, piattaforma internazionale per lo scambio di abitazioni tra privati, che in Italia conta già oltre 12.900 scambi pianificati per questa stagione, con un incremento del 27% sul 2025.
A trainare i numeri regionali è Torino, che si conferma tra i poli d’arte più apprezzati del paese. Sul fronte montano spicca invece Cuneo, seconda in regione e tra le località alpine più gettonate a livello nazionale, seguita da None. Il Piemonte si affianca così ad altre regioni del Nord in forte crescita: Valle d’Aosta segna +47%, Trentino-Alto Adige +40%, Lombardia +27%.
Il dato piemontese si inserisce in un quadro nazionale di tutto rispetto. Quest’estate HomeExchange prevede in Italia oltre 239.300 pernottamenti e l’arrivo di più di 39.100 ospiti stranieri e italiani.
Chi scambia casa spende di più sul territorio
Lo scambio casa non è solo una formula di risparmio sull’alloggio: secondo un’indagine condotta dalla piattaforma tra giugno e luglio 2026 su oltre 3.400 membri che hanno soggiornato in Italia nel 2025, azzerare il costo del pernottamento sposta la spesa direttamente verso le comunità locali. Il budget medio investito in loco da ogni gruppo di viaggiatori si attesta intorno agli 850 euro. Il 95% degli intervistati dichiara di aver destinato risorse superiori alle attività sul posto rispetto a quanto avrebbe fatto con un soggiorno tradizionale.
I beneficiari diretti sono i negozi di vicinato, citati dall’89% degli exchangers, seguiti dalla ristorazione locale (84%) e dalle attrazioni culturali (74%). L’88% degli ospiti ha inoltre esplorato destinazioni fuori dai circuiti turistici più battuti, spesso su consiglio dei proprietari di casa.
Anche la mobilità riflette un approccio più attento: il 51% dei soci raggiunge l’Italia senza volare, preferendo auto o treno, il 68% usa i trasporti pubblici una volta arrivato e il 53% prolunga la durata del soggiorno rispetto a quanto avrebbe fatto altrimenti.
Meno cemento, più case già esistenti
Sul piano ambientale, HomeExchange sottolinea come il modello dello scambio non richieda nuove costruzioni né l’ampliamento di posti letto nelle valli alpine: si valorizzano abitazioni già esistenti, senza consumo di suolo. Un argomento che acquista peso nel dibattito sulla fragilità degli ecosistemi montani.
L obiettivo di HomeExchange è continuare a democratizzare la pratica dello scambio casa, fondata sulla condivisione delle risorse, valorizzando al contempo il viaggio locale, a ritmo lento e focalizzato sul ritorno all essenziale della vacanza, afferma Emmanuel Arnaud, co-fondatore della piattaforma. Il turismo ha bisogno di reinventarsi e crediamo che la nostra realtà abbia un ruolo cruciale nell offrire un alternativa vitale alle sistemazioni di viaggio tradizionali, a favore di un turismo più umano, circolare e rispettoso dei nostri territori naturali.
HomeExchange conta oltre 300.000 membri in più di 155 paesi. Le case disponibili sono consultabili su homeexchange.it.