HomeUltima OraGiannotta (Terre des Hommes): "Nei bimbi il device riempie un vuoto"

Giannotta (Terre des Hommes): “Nei bimbi il device riempie un vuoto”

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“La difficoltà maggiore che noi vediamo è che il genitore ancora oggi può scegliere come alternativa a una relazione sana e pedagogica con il proprio bambino, il device. Esponendolo allo strumento, in quel momento colma una lacuna, permette al device di occupare uno spazio-tempo che non è in grado, non vuole o non sa come riempire. Stiamo facendo un passo indietro: abbiamo capito che è la dimensione della genitorialità che va supportata, non giudicata, ma proprio messa nelle condizioni di capire e di agire, in modo convinto, su quell’alternativa che non è mai da percorrere. Dobbiamo essere pronti nell’accompagnare il genitore affinché non guardi mai al device come a un’alternativa possibile nella fascia zero-36 mesi”. Lo ha detto Federica Giannotta, responsabile advocacy Terre des Hommes Italia, partecipando all’incontro organizzato in Senato per presentare la proposta di legge su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi‘Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età’ – promossa insieme alla Sip-Società italiana di pediatria e la stessa Fondazione. Sostenuta in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, la proposta punta a introdurre Linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei bambini e bambine, una prassi ritenuta estremamente dannosa e da evitare entro i tre anni di vita.

“Le linee guida previste dalla proposta di legge – continua Giannotta – permetteranno di accompagnare” i genitori “via via nella crescita del bambino all’uso del digitale, sempre più gradatamente, bloccando l’automatismo di ricorrere al cellulare sempre e comunque”. Come? “Facendo cultura – chiarisce – conoscenza e dando strumenti per comprendere appieno, a tutti i livelli, quelle che sono le conseguenze dannose e gravissime sul cervello del bambino e sullo sviluppo neurocognitivo, di linguaggio e delle competenze basiche che un genitore non vuole che vengano rallentate nel proprio bambino”.

Un genitore “vuole che il proprio bambino abbia il massimo delle possibilità – aggiunge Giannotta – Nel momento in cui si rende conto che sta mettendo in mano a un bambino uno strumento che tutto questo non glielo permetterà più, anzi lo rallenterà e sarà pericoloso, farà una scelta consapevole. È come fare una scelta rispetto al che cosa mangiare o al come relazionarsi in altri contesti”, conclude.

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