Miriana Patruno pubblica il nuovo singolo ”Verano”, pubblicato su etichetta Digital Noises, e disponibile negli store digitali e in radio. ‘Prodotto da Alessandro Canta di Strawberry Production e scritto insieme ad Alessandra Pipino, il brano farà parte del suo primo progetto discografico.
Miriana Patruno, classe 2000, è un’artista originaria di Capurso (Bari) che fa della libertà espressiva e della contaminazione tra generi il cuore del proprio percorso musicale. Avvicinatasi alla musica fin da giovanissima, inizia a cantare all’età di dieci anni, dopo un primo contatto con il mondo dell’arte attraverso la danza. La sua crescita artistica passa anche dall’esperienza in una band durante l’adolescenza, che le permette di esibirsi frequentemente dal vivo e di sviluppare una forte presenza sul palco.
Influenzata da sonorità pop, R&B e pop rock, Miriana costruisce uno stile personale che rifiuta le etichette rigide, scegliendo di esplorare mondi musicali diversi e di raccontarsi attraverso sfumature sempre nuove.
Attraverso i suoi brani, Miriana racconta esperienze autentiche legate all’amore, alla crescita personale e alla ricerca di sé, con l’obiettivo di connettersi con chi ascolta in modo diretto e sincero. Il suo obiettivo è farsi conoscere per ciò che è davvero: un’artista in continua evoluzione, che trova nella musica il mezzo più vero per esprimere sé stessa.
“Verano” è il tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta nel tuo percorso artistico?
“Verano” racconta quei momenti che sembrano infiniti mentre li vivi, ma che poi diventano un ricordo. Parla di un’estate fatta di emozioni intense, di leggerezza, di quella voglia di lasciarsi trasportare senza sapere cosa succederà il giorno dopo. Mi piaceva l’idea di raccontare non tanto una storia d’amore, quanto una sensazione: quella libertà che si prova quando si smette di controllare tutto e ci si concede di vivere il presente. Dal punto di vista artistico rappresenta un lato di me più solare e istintivo, con un sound che invita a muoversi, ma che lascia anche spazio a un pizzico di nostalgia. Credo sia il brano che meglio apre le porte al mondo musicale che voglio raccontare con questo nuovo progetto.
Il brano farà parte del tuo nuovo EP dal titolo “CIÒ CHE MI VA”. Che emozione provi all’idea di condividerlo finalmente con il pubblico?
È una sensazione difficile da descrivere, perché dentro questo progetto ci sono tempo, impegno e tante esperienze vissute. Pubblicare un primo EP significa aprire una porta sul proprio mondo e accettare che le persone lo osservino e lo interpretino. È un momento che aspettavo da tanto e che vivo con grande entusiasmo, ma anche con la curiosità di scoprire quali canzoni entreranno di più nella vita di chi le ascolterà.
Nel disco convivono pop rock, pop e influenze R&B. Come nasce questa contaminazione di stili?
Non è stata una scelta studiata a tavolino. È il risultato del mio percorso di ascolto e delle tante influenze che mi accompagnano da sempre. Quando scrivo non penso al genere, ma all’atmosfera che voglio creare. Se una canzone richiede un’energia più decisa la seguo, se invece ha bisogno di sonorità più morbide faccio lo stesso. Credo che oggi la cosa più importante sia essere autentici, anche attraverso una musica che cambia colore da un brano all’altro.
Qual è stata la sfida più grande nella realizzazione del tuo primo EP?
Sicuramente la sfida più grande è stata scrivere i testi. È la prima volta che mi metto così tanto in gioco come autrice e non è stato semplice trovare le parole giuste per raccontare quello che volevo dire. Scrivere una canzone significa trasformare emozioni, esperienze e pensieri in qualcosa che possa arrivare anche agli altri, e questo richiede tempo, pazienza e tanta sincerità. Ci sono stati momenti in cui riscrivevo lo stesso testo più volte perché sentivo che mancava ancora qualcosa, finché non riuscivo a riconoscermi davvero in ogni frase. Dietro questo EP c’è stato un lavoro intenso. Ogni brano è nato attraverso confronti, prove, cambiamenti e tanta voglia di migliorare. Ho cercato di non avere fretta, perché volevo che ogni canzone avesse una sua identità e che, ascoltandole insieme, raccontassero un percorso coerente.
Ma credo che la vera sfida inizi adesso. Finché un progetto rimane in studio appartiene a te; quando lo pubblichi, invece, inizia a vivere una vita propria. Sono curiosa di capire quali canzoni arriveranno di più alle persone, quali emozioni susciteranno e in che modo ognuno farà proprie queste storie. È la parte più bella ma anche la più imprevedibile di questo lavoro: affidare qualcosa di così personale al pubblico e aspettare di vedere dove riuscirà ad arrivare.
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