Fritz Chesnut è il protagonista dell’appuntamento estivo di Cadogan SOLO, il programma con cui Cadogan Gallery dedica la propria vetrina milanese di via Bramante a progetti espositivi autonomi. Fino al 24 luglio 2026, l’artista statunitense presenta Stray Effects, un intervento composto da due opere di nuova produzione che condensano il cuore della sua ricerca pittorica.
Nato a Santa Fe nel 1973 e attivo a Los Angeles, Chesnut costruisce le sue composizioni attraverso pattern vibranti, effetti moiré e griglie che sembrano consumate dal tempo. Le superfici portano i segni di lacerazioni, abrasioni e slittamenti visivi che evocano tessuti usurati, immagini digitali e vedute aeree: un continuo oscillare tra ordine geometrico e processi organici che rende ogni opera un campo di tensioni visive irrisolte.
La tecnica è il punto di partenza per capire tutto il resto.
Fili di colore al posto del pennello
Chesnut non dipinge nel senso tradizionale del termine. Stende il colore su fogli di plastica, lo lascia essiccare e poi ritaglia sottilissime pellicole che trasferisce sulla tela una a una, costruendo l’immagine attraverso un paziente processo di stratificazione. Le linee che attraversano le sue opere non sono tracciate con il pennello: sono autentici fili di colore, elementi fisici prima ancora che visivi, che trasformano la superficie pittorica in una trama materiale.
È una procedura che richiede tempo — e il tempo, non a caso, è uno dei materiali centrali del suo lavoro. Sono interessato alla struttura con la dimensione del tempo, spiega l’artista. Una sorta di evento che ha prodotto qualcosa in continuo mutamento, che cambia dal meccanico all’organico.
La superficie dell’opera non è più un semplice supporto. Diventa un organismo capace di trattenere le tracce delle proprie metamorfosi, sospeso tra costruzione e dissoluzione, tra gesto e usura.
Un percorso espositivo consolidato
Le opere di Chesnut hanno già attraversato spazi espositivi di rilievo negli Stati Uniti. Tra le mostre personali figurano quelle presso La Loma, AF Projects, There There e CULT Aimee Friberg. Il suo lavoro è stato esposto anche in contesti collettivi come White Columns e il Bronx Museum, oltre che nella rassegna Painting All Together (Painting as Is IV) alla Michael Kohn Gallery di Los Angeles. Le sue opere sono state recensite dal New York Times, dal Los Angeles Times e dal New Yorker.
Stray Effects è visitabile fino al 24 luglio 2026 nella vetrina di Cadogan Gallery, in via Bramante 5 a Milano. L’ingresso è libero. Ulteriori informazioni su cadogangallery.com.