La Fondazione Antonio Presti ha inaugurato la “Porta di Pegaso”, la nuova porta dei sogni del Museo di arte contemporanea Magma nel quartiere Librino di Catania composta da 5.000 manufatti realizzati da bambini, insieme all’opera ‘Pegaso – Il Cavallo Alato’, in una giornata di festa a cui hanno partecipato istituzioni, famiglie e associazioni del quartiere. A Librino anche il cielo sembra essersi avvicinato alla terra per abbracciare i sogni dei bambini. Un quartiere tutto dipinto di blu, il colore dell’infinito, della libertà e dell’immaginazione, ha accolto questa mattina l’inaugurazione della “Porta di Pegaso”, la nuova suggestiva opera del Museo di arte contemporanea Magma, nell’ambito della Triennale della contemporaneità, promossa dalla Regione siciliana, in collaborazione con il fondo di beneficenza della banca Intesa Sanpaolo, donata alla collettività dalla Fondazione Antonio Presti.
Una grande festa di comunità, nella quale arte, musica, poesia ed emozioni si sono intrecciate, trasformando i luoghi della quotidianità in spazi simbolici, dove il sogno diventa possibilità e la bellezza si fa esperienza collettiva. Nello slargo antistante l’Istituto comprensivo Campanella Sturzo, in viale Bummacaro, il monumentale ‘Pegaso – Il Cavallo Alato’, realizzato dall’artista Antonello Bonanno Conti, ha accolto bambini, famiglie, insegnanti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Ad arricchire il significato della scultura, 5.000 manufatti in terracotta realizzati dai bambini di Librino insieme alle loro mamme, attraverso un percorso di laboratori artistici e didattici che ha coinvolto tutte le scuole del quartiere. Non semplici mattonelle, ma piccoli scrigni di sogni, pensieri e desideri, affidati alla materia e destinati a diventare patrimonio collettivo componendo la ‘Porta di Pegaso’. Ogni manufatto custodisce una storia e contribuisce a creare una grande narrazione corale, nella quale l’immaginazione dei più piccoli si intreccia con la memoria e le speranze delle famiglie. Il blu ha accompagnato la giornata inaugurale, trasformando l’atmosfera e diventando il filo conduttore di una grande narrazione collettiva. Persino un piccolo bar accanto alla scuola ha scelto di entrare nello spirito della manifestazione, trasformandosi da “Il Catorcino” nel “Coffee Bar dei Sogni”: un dettaglio semplice ma profondamente significativo, capace di raccontare meglio di tante parole come l’arte possa uscire dai confini di un’opera e contagiare positivamente la vita quotidiana di una comunità. Perché è proprio questo uno degli aspetti più importanti del progetto MAGMA: la bellezza non rimane confinata nella dimensione artistica, ma entra nelle strade, nelle scuole, nei luoghi di incontro, nelle attività commerciali e soprattutto nella coscienza delle persone.
“Le armi più potenti che possiamo consegnare ai nostri ragazzi sono il sapere e i sogni- ha affermato Antonio Presti -. In una mano devono stringere i libri, nell’altra custodire la capacità di sognare. Perché conoscere significa acquisire consapevolezza, ma sognare significa avere la libertà di immaginare ciò che ancora non esiste. Oggi il Cavallo Alato, questo straordinario cavallo di luce, restituisce a Librino una nuova visione: quella del sogno e, soprattutto, del sognare. Una visione che i bambini hanno trasformato in realtà attraverso le loro mani, affidando pensieri, desideri e speranze ai cinquemila manufatti in terracotta che compongono la Porta di Pegaso. Ma se oggi celebriamo la bellezza di questa scultura monumentale, dobbiamo ricordare che la vera opera d’arte non è soltanto ciò che vediamo. La vera opera è il processo artistico, è la condivisione, sono le mani dei bambini e delle mamme che hanno lavorato insieme, è questo popolo che oggi si ritrova e si riconosce nella bellezza”. Un pensiero che rappresenta la “politica della bellezza” portata avanti dall’artista e mecenate Presti da trent’anni e che lo lega a Librino, dove l’arte è diventata uno strumento di rigenerazione non soltanto degli spazi urbani, ma soprattutto delle coscienze.
“Da più di trent’anni condivido con Librino un cammino fatto di incontri, di ascolto e di bellezza. Poco alla volta abbiamo cercato di restituire al quartiere un’altra visione, una nuova possibilità di guardare a sé stesso e al proprio futuro. È stato come innestare bellezza in una pianta ferita, che aveva bisogno soprattutto del cuore per tornare a fiorire. Ed è proprio questa la forza degli artisti: la potenza del cuore, capace di trasformare la materia in emozione, l’arte in partecipazione e la bellezza in coscienza collettiva” ha concluso Antonio Presti. Nelle sue parole emerge il senso più autentico di Magma, un progetto nel quale l’opera monumentale rappresenta soltanto la parte visibile di un processo più profondo, costruito attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle famiglie e dell’intera comunità. La vera trasformazione di Librino non risiede soltanto nelle opere che ne ridisegnano il paesaggio, ma nella capacità di educare le nuove generazioni a riconoscere il proprio valore, a coltivare la conoscenza e a non smettere mai di sognare.
La Porta di Pegaso rappresenta un ulteriore capitolo del grande progetto di rigenerazione urbana e culturale promosso dalla Fondazione Antonio Presti, nell’ambito della Triennale della Contemporaneità promossa dalla Regione Siciliana. Il cuore dell’opera è il monumentale Cavallo Alato, una scultura che sembra voler sfidare la forza di gravità, proiettando le proprie ali verso il cielo. Realizzato in acciaio inox specchiante, Pegaso cattura la luce del sole, riflette le nuvole, gli edifici e i volti dei bambini, cambiando continuamente aspetto nel corso della giornata. È un cavallo di luce, un’opera che riflette il mondo ma, soprattutto, invita a immaginarne uno nuovo. La luce diventa così metafora di conoscenza, consapevolezza e rinascita. Non illumina soltanto uno spazio urbano, ma suggerisce una nuova possibilità di guardare alla realtà, trasformando un luogo di passaggio in uno spazio di bellezza e appartenenza. Il significato di Pegaso affonda le radici nell’immaginario popolare catanese e nella volontà di trasformare un simbolo profondamente radicato nella cultura del territorio.
Il cavallo, spesso associato al lavoro, alle corse clandestine, allo sfruttamento e alla tradizione gastronomica della carne equina, attraverso l’arte recupera la sua dimensione più nobile. Antonio Presti sceglie di liberarlo dal calesse, da tutto ciò che lo costringe a terra, per donargli le ali. Il cavallo non deve più trascinare un peso, ma portare un sogno. Non deve più rappresentare una forza da dominare, ma la libertà di immaginare l’impossibile. È un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a comprendere che il sapere e il sogno non sono dimensioni separate, ma strumenti complementari per costruire il proprio futuro. A Librino il sogno diventa così una forma di riscatto culturale, un diritto da difendere e coltivare attraverso la scuola, l’arte e la conoscenza.
La cerimonia inaugurale si è aperta con le voci del Piccolo Coro Santa Maria dell’Idria di Viagrande, che hanno dato inizio alla manifestazione attraverso la musica, creando un’atmosfera di grande partecipazione ed emozione. A seguire, i bambini delle scuole di Librino hanno animato la giornata con canti, poesie, interpretazioni e momenti di spettacolo dedicati al valore simbolico del cavallo, alle sue ali e alla libertà di sognare. Il Cavallo Alato è diventato così protagonista di un racconto corale, nel quale i più piccoli hanno dato voce alla propria immaginazione, trasformando la musica e la parola in strumenti di espressione e condivisione. Una festa che ha coinvolto insegnanti, genitori e dirigenti scolastici, restituendo il senso profondo di un percorso educativo nel quale la scuola non è soltanto luogo di apprendimento, ma spazio nel quale coltivare sensibilità, creatività e consapevolezza. Durante la manifestazione si è svolta anche la rappresentazione teatrale “Dedalo Errante – Dieci artisti per Librino”, una performance del gruppo “Naponos – I Professionisti del Teatro”.
Tra gli istituti di Catania coinvolti nel progetto figurano Campanella Sturzo, Brancati, Dusmet, San Giorgio, Rita Atria, Musco e Pestalozzi, insieme all’Istituto Educativo Assistenziale Mary Poppins e alla Fondazione Cirino La Rosa ETS. Numerose le autorità civili e militari intervenute all’inaugurazione, a testimonianza dell’attenzione verso il percorso culturale e sociale promosso dal Museo MAGMA. Presenti il sindaco di Catania Enrico Trantino, il presidente del Consiglio comunale Seby Anastasi, il vicesindaco Massimo Pesce, l’assessore Giovanni Petralia e il deputato regionale Salvo Tomarchio. Hanno partecipato anche il direttore dell’Istituto di Incremento Ippico Michelangelo Bentivegna, i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti e i rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui Alessio Puglisi, dirigente del Commissariato di Polizia di Librino, il maresciallo Massimo Florio, comandante della Stazione Carabinieri di Fontanarossa, e Beatrice Camassa dell’Arma dei Carabinieri.
“Un ennesimo gesto di attenzione nei confronti di Librino, frutto ancora una volta della straordinaria fantasia e della vulcanicità di Antonio Presti, che non smetterò mai di ringraziare per tutto ciò che continua a fare per questo quartiere e per la nostra città. La sua capacità di coinvolgere i ragazzi attraverso un metodo innovativo, rendendoli protagonisti del processo creativo, rappresenta un valore aggiunto di questa esperienza. Il Cavallo Alato è un’ulteriore manifestazione artistica messa a disposizione della cittadinanza di Librino e soprattutto degli studenti che hanno contribuito alla sua realizzazione. Anche noi, come Comune, stiamo facendo la nostra parte. Abbiamo una serie di interventi in corso a Librino, all’interno di una più ampia strategia di attenzione e riqualificazione che riguarda l’intera città. Crediamo che il miglioramento degli spazi urbani debba procedere insieme alla crescita culturale e sociale delle comunità – ha commentato il sindaco di Catania Enrico Trantino.
A raccontare il percorso creativo dell’opera è stato anche Antonello Bonanno Conti, autore del monumentale Cavallo Alato, che ha ricordato: “Ho immaginato Pegaso come una scultura di luce, capace di riflettere il cielo, le nuvole e i volti delle persone. Le sue ali protese verso l’alto vogliono invitare ogni bambino a chiedersi fino a dove possa arrivare il proprio sogno”. L’opera rappresenta il risultato di un lavoro durato circa tre anni, durante i quali l’artista ha sviluppato un complesso processo di progettazione e realizzazione. Dai primi modelli in cartone e legno alla costruzione della struttura portante, fino al rivestimento con sottilissime lastre di acciaio inox specchiante dello spessore di appena 0,8 millimetri, ogni fase ha richiesto precisione, ricerca e abilità manuale. La struttura è stata assemblata attraverso decine di migliaia di rivetti, senza ricorrere alla saldatura. Il risultato è un’opera che sembra perdere il peso della materia per diventare luce, accogliendo sulla propria superficie il riflesso del cielo e della vita del quartiere. A impreziosire ulteriormente l’inaugurazione anche la presenza della poetessa e scrittrice Maria Attanasio, che ha donato una sua poesia ai bambini e all’intera comunità di Librino.Un gesto di grande sensibilità, capace di intrecciare la forza della parola poetica con il significato del Cavallo Alato. La poesia diventa un ulteriore dono di bellezza, affidato idealmente alle nuove generazioni perché possano trovare nelle parole, così come nell’arte, uno strumento per interpretare il mondo e immaginare nuove possibilità. I versi si uniscono simbolicamente alle ali di Pegaso, dando voce al desiderio di libertà e alla capacità di andare oltre i confini del visibile. Con le sue parole Maria Attanasio invita a specchiarsi nell’opera “dove comincia l’altrove che sarà” per abitarlo, perché “Nessuno è periferia del proprio esistere”, ovvero nessun luogo e nessuna persona possono essere considerati periferici rispetto alla propria esistenza.
Un messaggio perfettamente coerente con la visione di Antonio Presti, per il quale la bellezza non deve essere soltanto contemplata, ma diventare nutrimento quotidiano dell’anima, occasione di conoscenza e possibilità di crescita. Con l’inaugurazione della “Porta di Pegaso” si arricchisce ulteriormente Magma, il grande museo di arte contemporanea a cielo aperto ideato da Antonio Presti, che da oltre trent’anni sta costruendo a Librino un percorso di rigenerazione urbana e culturale fondato sulla partecipazione. Dalla “Porta della Bellezza” alla “Porta delle Farfalle”, dalla “Porta della Conoscenza” alla “Porta dei Sogni”, ogni opera rappresenta un tassello di un progetto che ha progressivamente trasformato luoghi di passaggio in spazi di relazione, memoria e identità collettiva.
Un museo senza mura, nel quale l’arte entra nella vita quotidiana, dialoga con le persone e contribuisce a restituire al quartiere una nuova narrazione. La trasformazione non riguarda soltanto l’aspetto esteriore degli spazi, ma soprattutto il modo in cui vengono percepiti e vissuti dagli abitanti. Ed è proprio l’immagine di Librino dipinta di blu, dei bambini che cantano, delle mamme che condividono l’emozione della giornata e persino di quel piccolo bar diventato il Coffee Bar dei Sogni, a raccontare la dimensione più autentica di questa esperienza. La bellezza ha superato i confini dell’opera, coinvolgendo la comunità e diventando parte della sua quotidianità. È forse questa l’immagine più significativa da consegnare alla memoria dell’inaugurazione: un quartiere che non si limita ad accogliere un monumento, ma sceglie di partecipare al suo significato, facendolo diventare parte della propria identità. Perché il sogno più grande di Antonio Presti non è soltanto quello di vedere Pegaso volare sopra Librino, ma di sapere che ogni bambino, guardando quelle ali, possa imparare a riconoscere le proprie. E in quella Librino vestita di blu, tra le voci dei bambini e la luce riflessa sull’acciaio, il sogno ha trovato una nuova casa.