“La Nato non cerca la guerra con nessuno. Siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire”. Il comandante supremo delle forze alleate in Europa, Alexus Grynkewich, si esprime così a Varsavia per il Security Forum. La guerra tra Ucraina e Russia appare lontana da una soluzione negoziale e, secondo le informazioni di intelligence delle scorse settimane, è presente il rischio di un’azione di Mosca nei confronti di un paese Nato. “Ci siamo addestrati, siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire. Oggi – continua – siamo qui insieme in Polonia, più forti che mai, uniti nella nostra visione comune di un’Alleanza più equilibrata, più pronta e più letale. Sappiamo come combatteremo qualora dovessimo trovarci a farlo, e sappiamo che vinceremo. Insieme faremo in modo che qualsiasi avversario prenda in considerazione l’idea di attaccare la nostra Alleanza giunga all’unica conclusione che conta: oggi non è il giorno giusto”, afferma.
“Attuare la Teoria della Vittoria che ho illustrato oggi mi imporrebbe di impartire ordini che spero di non dover mai dare. La nostra Alleanza esiste per preservare la pace. Ma non devono esserci dubbi: qualora dovesse scoppiare un conflitto, bloccheremo e neutralizzeremo qualsiasi attacco e poi, se l’aggressione non dovesse cessare, annienteremo le forze che la stanno conducendo contro di noi”, aggiunge.
Stabilire “chi” manda truppe e “dove” è una “decisione politica”, ma “nessuno” dovrebbe mettere “in dubbio” l’impegno degli Usa nella Nato, dice rispondendo alla domanda se Donald Trump manderebbe truppe a difendere un Paese europeo in caso di attacco.
“Abbiamo truppe americane qui in Polonia oggi – dice – e abbiamo truppe americane schierate lungo il fianco orientale. In fin dei conti, si tratta di una decisione politica stabilire chi fornisca truppe e dove, ma credo che nessuno debba mettere in dubbio l’impegno degli Stati Uniti verso questa alleanza. Voglio dire, io sono qui. Sono un ufficiale americano inviato qui dal presidente Donald Trump, dopo la nomina confermata dal Senato degli Stati Uniti e la nomina al Consiglio del Nord Atlantico per l’incarico che ricopro”. “Tutto questo – continua – è stato voluto dal presidente Trump. È una dimostrazione di impegno verso l’alleanza. E credo che la questione non riguardi solo me: per quanto io sia coinvolto in prima persona, c’è molto di più in gioco quando l’America assume un simile impegno”.