HomeCulturaIl tempo ritrovato della prosa: l'Ottantesimo del Piccolo Teatro di Milano

Il tempo ritrovato della prosa: l’Ottantesimo del Piccolo Teatro di Milano

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Nel panorama teatrale italiano la memoria della scena è un cantiere vivo capace di interrogare il presente. Il Piccolo Teatro di Milano, primo teatro stabile pubblico d’Italia fondato il 14 maggio 1947 da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, inaugura la celebrazione dei suoi ottant’anni con una stagione dal titolo emblematico, ovvero “Il gioco del tempo”. La programmazione per l’anno 2026 e 2027 riunisce cinquantasei spettacoli, trenta produzioni e dieci prime assolute, proponendo una riflessione collettiva sul ruolo della prosa pubblica nello spazio sociale delle città contemporanee.

Il concetto di tempo scelto dal direttore artistico Claudio Longhi e dalla sua squadra guida l’intera architettura del cartellone. Non si tratta di una celebrazione statica rivolta all’indietro, ma di un dialogo aperto tra le radici civili del 1947 e le urgenze del panorama europeo. Nella settimana dal 12 al 19 ottobre 2026, la stagione entra nel vivo sul palcoscenico del Teatro Grassi di via Rovello con “Coro degli amanti”, prima regia italiana di Tiago Rodrigues, attuale direttore del Festival di Avignone e artista associato del Piccolo. Attraverso le interpretazioni di Isabella Ragonese e Francesco Alberici, il testo analizza la dimensione intima dei legami, del battito cardiaco e della memoria affettiva, misurando lo scorrere degli anni nella vita di una coppia.

L’Ottantesimo intreccia le proprie tappe con la storia della grande drammaturgia continentale. Un pilastro fondamentale dell’identità del Piccolo ritrova spazio con il ritorno di Bertolt Brecht in “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, spettacolo diretto da Claudio Longhi in programma per il maggio del 2027, proprio in concomitanza con la data esatta della fondazione. La produzione vede la partecipazione di artisti chiamati a riportare al centro della scena la critica sociale e la dialettica tra potere e sottomissione.
Tra le novità storiche di questo cartellone figura un incrocio inedito con il Teatro alla Scala, istituzione con cui il Piccolo condivide la rinascita civile e culturale del secondo dopoguerra milanese. Per la prima volta nella storia delle due istituzioni, il Corpo di Ballo della Scala diretto da Frédéric Olivieri sale sul palcoscenico dello Strehler con “Mont Ventoux”, creazione coreografica curata da Mattia Russo e Antonio de Rosa per la compagnia KOR’SIA ed ispirata all’Ascesa al monte Ventoso di Francesco Petrarca. In un gioco di specchi e richiami incrociati, lo storico allestimento dell’Arlecchino servitore di due padroni torna invece a calcare la scena del Teatro alla Scala dopo due decenni di assenza.

La geografia della memoria del Piccolo dedica inoltre omaggi a figure simbolo della propria storia artistica, a partire da Ornella Vanoni, la cui carriera si è formata proprio sulle tavole di via Rovello tra le note delle canzoni della mala dirette da Strehler, celebre per un ritratto d’autore firmato dal cantautore Pacifico. Accanto a lei spicca il ricordo di Andrea Jonasson, compagna d’arte e di vita del regista fondatore. Questi appuntamenti nel palinsesto autunnale dimostrano come il teatro di regia possa rinnovare la propria funzione di servizio pubblico, trasformando il passare delle decadi in una festa della conoscenza accessibile e aperta a tutta la comunità.

Articolo a cura di Veronica Di Mauro ( tratto dal blog ©Cronache Creative
https://cronachecreative.wordpress.com )

 

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