“Stiamo avendo discussioni costruttive con la Repubblica Islamica dell’Iran. Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran si trovi in condizioni molto difficili, sia dal punto di vista economico che militare, e sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore e gli attraversamenti di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz stiano raggiungendo livelli record (22 milioni di barili, soltanto nella notte scorsa, senza che neanche un barile provenisse da l’Iran o fosse diretto verso l’Iran!), non attaccheremo l’Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre”. Ad affermarlo in un post su ‘Truth’ è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ribadisce: “L’Iran non avrà un’arma nucleare”.
Intanto, gli Houthi hanno preso di mira per la terza volta l’aeroporto di Riad poche ore dopo che una coalizione militare guidata dallArabia Saudita aveva annunciato di aver intercettato dei missili lanciati in un precedente attacco. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo, sostenuto da l’Iran, aveva lanciato due missili contro l’aeroporto di Riad, oltre a uno contro un aeroporto di Najran e un altro contro una base aerea di Khamis Mushait.
Almeno un aereo è stato gravemente danneggiato all’aeroporto di Riad, hanno riferito all’Afp due fonti informate, poche ore dopo una serie di esplosioni nella capitale saudita. La prima fonte ha segnalato ingenti danni ad almeno un velivolo, mentre la seconda ha affermato che sono stati colpiti tre aerei. Gli Houthi hanno rivendicato per tre volte, nel corso della giornata, attacchi con missili balistici contro l’aeroporto della capitale saudita.