Oltre 50mila volumi, un patrimonio di libri antichi e rari, archivi storici e una rete di collaborazioni con 24 università italiane e internazionali. La Biblioteca del Centro Studi Americani (CSA) di Roma si rinnova e amplia i propri servizi, puntando a diventare un luogo sempre più accessibile per studenti, studiosi e ricercatori interessati alla storia, alla politica, alla letteratura e alla cultura degli Stati Uniti.
I nuovi spazi sono stati inaugurati il 6 ottobre nella sede del Centro Studi Americani, in via Michelangelo Caetani, al termine di un progetto di riqualificazione che ha coniugato la valorizzazione del patrimonio storico con le esigenze della ricerca contemporanea.
Al centro dell’intervento, la sala di lettura dal soffitto affrescato, recentemente restaurata e dotata di postazioni di studio, connessione wi-fi e scanner. La Biblioteca conta attualmente oltre 500 iscritti e offre servizi di orientamento bibliografico, consultazione e accesso a risorse digitali specialistiche.
Una delle principali novità riguarda il potenziamento degli strumenti di ricerca online. Il catalogo della Biblioteca, accessibile senza vincoli di orario, comprende ora anche le schede del materiale d’archivio e utilizza il sistema WorldCat Discovery, nell’ambito dell’adesione alla piattaforma WorldShare Management Services del consorzio internazionale OCLC.
Il sistema permette agli utenti di individuare pubblicazioni e documenti e di usufruire di servizi di prestito internazionale e fornitura di documenti. Le risorse elettroniche sono inoltre accessibili da remoto ai membri dotati di credenziali individuali.
Nel corso del 2026, l’offerta digitale si è ulteriormente ampliata con nuovi abbonamenti a importanti piattaforme accademiche e archivi internazionali.
Tra questi figurano JSTOR, Project MUSE, EBSCO e ProQuest, che mette a disposizione archivi storici della stampa americana e internazionale, oltre a raccolte di documenti declassificati. Si aggiungono Gale Research Complete Premium, con gli archivi di testate come The Economist, Financial Times e The Times, le risorse della Oxford University Press e Columbia International Affairs Online, specializzata nelle relazioni internazionali.
Il patrimonio consultabile comprende anche pubblicazioni come Foreign Affairs, The Atlantic, The New Yorker e New York Review of Books, offrendo strumenti per approfondire l’evoluzione del dibattito politico, economico e culturale statunitense.
Accanto all’innovazione digitale, il Centro Studi Americani porta avanti diversi progetti dedicati alla conservazione e alla valorizzazione del proprio patrimonio.
Un accordo con Google Arts & Culture ha consentito di rendere disponibili oltre 300 immagini digitalizzate che raccontano la storia del Centro e della sua Biblioteca.
Prosegue inoltre la campagna di crowdfunding “Adotta un libro antico”, finalizzata al restauro di una collezione di circa 450 volumi rari pubblicati tra il XVI e il XIX secolo, quasi interamente dedicati ai viaggi e alle esplorazioni del continente americano.
Un ulteriore intervento riguarda l’Archivio Storico del Centro, riconosciuto di interesse storico nazionale nel 1999. È in fase di ultimazione la sua inventariazione informatizzata, realizzata con Sapienza Università di Roma e la cooperativa Biblionova, grazie a finanziamenti della Regione Lazio e del Ministero della Cultura.
L’Archivio si è recentemente arricchito della “Emily Mitchell Wallace Harvey Archival Collection”, che contribuisce ad ampliare il patrimonio documentario a disposizione dei ricercatori.
La Biblioteca opera in convenzione con 24 atenei e istituti italiani e internazionali, tra cui Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Luiss, Lumsa, Bocconi, Federico II di Napoli, John Cabot University e American University of Rome.
A questa rete si affianca un programma di iniziative culturali e accademiche dedicate alla conoscenza degli Stati Uniti.
Tra gli appuntamenti principali figura il Seminario annuale di Letteratura, Storia e Cultura Americana, organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Nordamericani (Aisna) e l’Ambasciata degli Stati Uniti, con un’edizione prevista anche per il 2027.
Prosegue inoltre il Bright Lights Bookclub, che riunisce circa 2mila iscritti in tutta Italia. L’edizione 2026-2027 è dedicata alle “Grandi storie d’America”.
La presentazione dei nuovi spazi, il 6 ottobre, si è aperta con i saluti istituzionali del presidente del Centro Studi Americani, Giovanni De Gennaro.
Il programma ha previsto interventi di Alessandro Mascherucci, direttore dell’Istituto delle Ville Monumentali della Tuscia, sul percorso progettuale e sulle scelte di restauro; di Daniela Porro, della Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, sul valore storico e culturale della Biblioteca; e di Carlo Martinez, dell’Aisna, sul ruolo delle biblioteche nella ricerca e nella cooperazione accademica.
Lo storico dell’arte Claudio Strinati ha contribuito con un’analisi storico-artistica delle sale, prima della visita ai nuovi ambienti.
La riqualificazione si inserisce nella missione del Centro Studi Americani di favorire la conoscenza reciproca tra Italia e Stati Uniti, mettendo a disposizione strumenti di studio, documentazione e approfondimento. Un progetto che affianca alla conservazione del patrimonio storico l’accesso alle fonti della ricerca contemporanea, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra università, istituzioni e nuove generazioni di studiosi.