“Siamo fieri di essere una boy band”. Così Antony Costa, Duncan James, Lee Ryan e Simon Webbe rivendicano con orgoglio le proprie radici e la propria identità musicale. A 25 anni dai loro esordi, i Blue sono tornati sulle scene con il nuovo album di inediti ‘Reflections’ e si preparano a riabbracciare il pubblico italiano: “Tra i più forti e appassionati al mondo”, dicono all’Adnkronos. Una carriera lunga un quarto di secolo che comprende tre album consecutivi al #1 nel Regno Unito (All Rise, One Love, Guilty); 11 singoli nella Top 10, compresi i successi #1 Too Close, If You Come Back e Sorry Sees To Be The Hardest Word (con Elton John); classici pop anni Duemila e due BRIT Awards.
Ma come si sopravvive al passaggio dall’era di Mtv e dei cd a quella iperveloce di TikTok? I Blue non hanno dubbi: “I social media non sono il nostro background, ma oggi c’è una nuova generazione a cui mostrano la nostra musica, quindi siamo molto, molto fortunati”. E a chi chiede loro se l’etichetta di ‘boy band’ sta stretta a un gruppo che oggi dimostra una maturità artistica diversa, avendo scritto tutte e 13 le tracce del nuovo album, la risposta è netta: “Noi siamo una boy band, facciamo parte di questo. Siamo nel settore da 25 anni, ci stiamo guadagnando i nostri gradi e veniamo da un’epoca davvero d’oro, in cui siamo stati fortunati a condividere la scena con altre boy band e girl band. Non lo cambieremmo per nulla al mondo. Siamo semplicemente molto felici che il nostro nuovo album stia andando bene, a dimostrazione del fatto che le persone amano ancora la musica dei Blue“.
‘Reflections’ incarna il senso di una band che fa tesoro di tutte le lezioni – emotive, musicali e sentimentali – apprese in quasi tre decenni. “Venticinque anni dopo, è successo davvero di tutto”, racconta Antony Costa. “Abbiamo tutti avuto figli, abbiamo tutti una famiglia, abbiamo tutti perso persone care. Abbiamo vissuto tante esperienze, come band e individualmente. E per me, come autore, scrivere per questo album è stato più bello che mai – perché abbiamo attraversato tutte quelle cose della vita”.
Il successo dei Blue non sarebbe lo stesso senza il calore del nostro Paese. Era il 31 maggio 2004 quando la boy band britannica consolidò il suo legame speciale con l’Italia pubblicando ‘A chi mi dice’, indimenticabile adattamento in italiano del brano ‘Breathe Easy’ (tratto dal loro terzo album Guilty) con il testo firmato da Tiziano Ferro. Un amore ampiamente ricambiato: “Il pubblico italiano è diverso”, ammettono con affetto. “Sono appassionati della loro musica, sono appassionati di noi, e noi siamo appassionati di loro. Grazie per averci supportato per 25 anni. Gli italiani è uno dei pubblici più forti per i Blue a livello mondiale, e ne siamo davvero grati. Continuate così, è incredibile”-
E a novembre di quest’anno la band tornerà in Italia, dopo il successo dello scorso anno nei palazzetti sold out, con il ‘The 25th Anniversary Tour’, prodotto da A1 Concerti. Ma cosa devono aspettarsi i fan da questi nuovi show? “Ci concentriamo di più sul lato vocale delle cose, dato che non siamo propriamente un gruppo di ballerini, o forse non lo siamo mai stati. E ora siamo molto più vecchi, è un grande sforzo per le ginocchia, la schiena e il collo”, scherzano.
L’energia e la dedizione restano però quelle del primo giorno. E alle giovani band che oggi muovono i primi passi nell’industria musicale, i Blue consigliano: “Continuate a fare quello che state facendo, vivete il vostro sogno”. Per il ‘The 25th Anniversary Tour’, la band si esibirà il 12 novembre al Gran Teatro Geox di Padova, per poi approdare all’Unipol Forum di Milano con una doppia data il 13 e 14 novembre. Il viaggio nel nostro Paese si concluderà il 16 novembre al Palazzo dello Sport di Roma.