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Manovra, Brambilla: “Stop agli abusi sull’Isee, urge la riforma”

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La riforma dell per stanare gli abusi e la revisione degli scaglioni Irpef in base all’inflazione contro l’onere invisibile de fiscal drag. Sono due delle priorità per la manovra indicate nel corso di un’intervista con lAdnkronos dal presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, che liquida come misure “tampone” il progetto del governo di estensione ai redditi fino a 60mila euro dellIrpef al 33% e la flat tax sui rialzi salariali degli under 35.

Brambilla, qual è secondo lei uno degli interventi cruciali per la manovra d’autunno?

“L va rivisto – scandisce – era uno strumento per sostenere le persone con fragilità, invece se è usato da 30 milioni italiani vuol dire che c’è un abuso. L’Italia è un Paese del G7, non è possibile che solo il 19% della popolazione dichiari più di 35mila euro di reddito lordo”, quindi alla luce di queste cifre paradossali “se lo Stato non comincia a rivedere la sua politica assistenziale che costa 200 miliardi l’anno tra queste 30 milioni di persone è ovvio che ci sono anche persone, che non pagano le tasse, che prendono i bonus, godono delle agevolazioni, perché il sistema lo permette”.

Invece la priorità del governo è l’estensione della riduzione Irpef al 33% ai redditi fino a 60mila euro.

“Il problema vero è che abbiamo aliquote fiscali robuste e che restano fisse”. Quindi servirebbe “ogni 5 anni una rivalutazione in base all’inflazione degli scaglioni Irpef per evitare la tassa occulta del fiscal drag”.

Tra le priorità, last but not least, i giovani e l’imprenditoria. Quali?

“Serve una flat tax al 5% per i primi tre anni e al massimo al 10-15% per altri tre, quindi sei anni in tutto, per l’ingresso nel mondo del lavoro”. Allo stesso tempo “andrebbe sostenuta l’imprenditoria “consentendo a tutti quelli che si mettono nel commercio o nell’artigianato di scaricare tutti i costi sostenuti per le attrezzature per lavorare: no quindi agli ammortamenti ordinari ma degli ammortamenti straordinari che agevolino il fare impresa”. (di Luana Cimino)

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