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Nothing But Thieves, con ‘Stray Dogs’ il rock torna a casa: il lato più ruvido della band britannica

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Un album per gli outsider, per quei ‘cani randagi’ che non hanno mai trovato un posto in cui sentirsi a casa ma che forse non hanno mai smesso di cercarlo. Con ‘Stray Dogs’, i Nothing But Thieves tornano alle origini, recuperando la loro dimensione più rock, dopo le suggestioni elettroniche di ‘Dead Club City’, l’album del 2023 che aveva portato per la prima volta la band dell’Essex in vetta alla classifica nel Regno Unito. Il nuovo lavoro in studio guarda dunque alle origini senza rinunciare alla ricerca ma soprattutto intende restituire agli ascoltatori il suono del palco. Disponibile dal 25 settembre, il quinto album del gruppo guidato da Conor Mason arriva dopo la celebrazione dei primi dieci anni di carriera con meno sovrastrutture elettroniche, più chitarre, e undici tracce che si ascoltano tutte d’un fiato. Ma ‘Stray Dogs’ riflette anche sul senso di appartenenza, sulla necessità di trovare persone con cui condividere fragilità ed esperienze.

Non a caso, la title track mette al centro il concetto di comunità, senza rinunciare all’impianto rock. Se il ritorno a un suono più ruvido da parte della formazione è evidente, questo non coincide tuttavia con una rinuncia alla melodia. Anzi, uno degli aspetti più evidenti del disco è proprio la sua accessibilità, che in alcuni passaggi supera persino quella di ‘Dead Club City’. In ‘Stray Dogs’ trovano così spazio composizioni più malinconiche. Come ‘If You Don’t Have Someone To Love’ e ‘I Needed You Then, I Need You Now’. In quest’ultima le chitarre acustiche accompagnano la voce di Conor Mason, che appare leggermente manipolata, in un brano che affronta la disperazione e il dolore di un legame perduto. Allo stesso modo, ‘A Different Kind of Happiness’, con il suo crescendo e il ritornello aperto, rivela il versante più introspettivo del gruppo, alle prese con il cambiamento e la possibilità di reinventarsi.

‘Baby Kool (Evelyn)’ guarda invece al grunge degli anni Novanta e all’indie rock, mentre ‘Evolution’ conferma la propensione dei Nothing But Thieves a muoversi tra influenze diverse. ‘AI.Jesus’ è forse la traccia più trascinante e dal ritmo serrato, mentre ‘American Confidence’ affianca un’impronta sonora ruvida e carnale a un racconto lirico più introspettivo. La produzione, affidata interamente a Dominic Craik, con Mark Rankin (già al lavoro con Queens of the Stone Age e Iggy Pop) come ingegnere del suono, contribuisce a tenere insieme queste diverse anime. La registrazione agli Angelic Studios, gli stessi del disco d’esordio, ha rappresentato anche l’occasione per ritrovare un metodo di lavoro più concentrato, con cinque mesi dedicati esclusivamente alla scrittura e alla realizzazione dell’album.

La scelta di una struttura che richiama una serata dal vivo è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il progetto. Le canzoni sembrano pensate per succedersi senza troppe interruzioni, con un’attenzione particolare ai ritornelli e alle dinamiche live. Non è un caso che i Nothing But Thieves abbiano accompagnato l’uscita del disco con tre esibizioni in location raccolte a Utrecht, Bruxelles e Londra, nell’arco di una sola giornata.

“‘Stray Dogs’ parla del riuscire a trovare la tua gente, riunirsi insieme e connettersi attraverso la musica live – ha spiegato la band -. È un album pensato per quella comunità che abbiamo costruito nel corso dei dieci anni. Non avremmo potuto fare niente senza di voi”. Se ‘Dead Club City’ aveva costruito un universo sonoro articolato, ‘Stray Dogs’ preferisce concentrarsi sulle canzoni e sul loro potenziale dal vivo. Pur concedendo qualcosa sul piano della sorpresa, complice una maggiore accessibilità in alcuni passaggi, il disco resta saldo nella sua identità e garantisce un ascolto piacevole dall’inizio alla fine.

Per i Nothing But Thieves, dunque, tornare alle origini non significa ripetere il passato ma ridefinire il rapporto con il proprio pubblico attraverso un linguaggio più diretto. Il prossimo appuntamento con il pubblico italiano è fissato per il 24 gennaio 2027 allUnipol Forum di Milano, unica data italiana del The Stray Dogs Tour: il contesto ideale in cui le canzoni del nuovo album potranno misurarsi con la dimensione per cui sembrano essere state concepite. (di Federica Mochi)

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