Primo papa a Parigi dopo 18 anni di assenza, Leone XIV è accolto a braccia aperte durante il suo soggiorno francese, che terminerà il 28 settembre. Tra le strette di mano istituzionali, il pontefice ha preparato un viaggio apostolico, rivolto ai fedeli cattolici e, in particolare, ai giovani, che lo incontrano questa sera allo Stade de France. Tra di loro, anche Victor Dubois Moreno, conosciuto sui social media come “le Catho de Service” (tradotto: Il cattolico di turno). “Sono impaziente di sapere cosa dirà a noi giovani. Da settimane attendo il suo arrivo con gioia”, ha spiegato l’influencer cattolico all’Adnkronos. Sui suoi profili (solo su instagram conta 162 mila followers), Dubois Moreno diffonde la fede cristiana, con un tono pop e “social”.
“Il cattolico di turno è un’espressione che ha preso piede per ironizzare sul fatto di parlare della fede cristiana e di metterla in primo piano”, dice Dubois. “Fino a cinque o dieci anni fa c’era chi, a volte, provava un certo imbarazzo nel parlare di fede, mentre oggi questo imbarazzo sta scomparendo completamente tra i più giovani”.
Come il “Catho de Service”, in Francia sempre più giovani diffondono la loro fede sui social media e sono seguiti da migliaia di altri giovani. In un sondaggio fatto dal giornale cristiano “Famille Chrétienne” nel 2025, si legge che, per il 78% dei catecumeni, “i social network hanno avuto un ruolo nella loro scoperta o nell’approfondimento della fede” e che l’84% “segue creatori di contenuti o influencer cristiani (Fratel Paul-Adrien, Le Catho de service…)”. L’influencer continua: “Si nota l’interesse crescente che molte persone nutrono per questi argomenti visto che in tanti ci seguono. Parlare della fede sui social tocca le persone e raggiunge davvero un pubblico molto ampio. È utile, funziona”.
Dubois Moreno è nato in una famiglia cattolica e ha vissuto il consolidarsi della sua fede verso i diciannove anni. A poco a poco ha iniziato a parlare di religione cattolica sui social media. “Ricordo che è successo in modo piuttosto graduale”, dice, “soprattutto al liceo avevo molti amici che venivano a parlarmi della religione e delle loro domande esistenziali. Oltre alla gioia che provavo io, vedevo l’utilità di queste discussioni, così ho provato a portare il discorso sui social media”.
Prima di lanciarsi ufficialmente, Victor Dubois vedeva “molte persone parlare di tantissime cose diverse sui social. C’era chi parlava di cinema, arte, danza, cucina. Davvero chiunque poteva parlare delle proprie passioni lì, senza alcun imbarazzo, ma vedevo pochissimi cristiani e mi sembra che all’epoca non ci fosse nessun cattolico francese”. Conclude: “mi sono detto: visto che sui social si parla di cinema, danza e di tante altre cose, perché non parlare di Gesù?”. (di Veronica Gennari)