HomeUltima OraLegge elettorale, Meritocrazia Italia: "Politica ha paura della reale democrazia"

Legge elettorale, Meritocrazia Italia: “Politica ha paura della reale democrazia”

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Meritocrazia Italia esprime “fortissima perplessità e preoccupazione” per l’approvazione al Senato della riforma della legge elettorale “perché quello che sta accadendo non è un problema di destra o di sinistra, ma rappresenta un trend pericoloso che attraversa tutta la politica e che sta costruendo, pezzo dopo pezzo, un sistema chiuso, autoreferenziale e blindato”. E aggiunge: “La politica ha forse paura della reale democrazia? Ha paura di misurarsi davvero con il consenso dei cittadini, con le idee nuove, con la società civile?”

Per Meritocrazia Italia sono tre i “passaggi gravissimi della riforma: la beffa delle finte preferenze che non valgono per il capolista bloccato nominato dal partito e con cui; la tagliola d’accesso per le nuove forze politiche, frapponendo per legge una montagna insormontabile per chiunque non sia già dentro il Palazzo; la denigrazione della rappresentatività nel rapporto tra eletti e territori, in considerazione del combinato disposto della proposta elettorale con il taglio dei parlamentari”. “Questa non è stabilità – prosegue – questa è conservazione, non è una lotta alle ‘liste di disturbo’ come dicono, è una lotta al dissenso ed è la paura della politica di aprire le porte del castello dorato che si è costruita, grazie ad una legge che conta anche i voti delle liste sotto l’1% per dare il premio di maggioranza, ma poi impedisce a quelle stesse liste di presentarsi è una legge schizofrenica e incostituzionale”.

Meritocrazia lancia un appello “a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, a tutte le associazioni e ai cittadini: abbattiamo le mura di questo castello, la democrazia è partecipazione, non recinzione”. Confidiamo in un passo indietro nel prosieguo della votazione alla Camera, peraltro sottolineando come la richiesta di votazione di fiducia su tale proposta avrebbe l’effetto di aumentare la sfiducia dei cittadini nell’attuale sistema e di inasprire l’astensionismo e la disaffezione del popolo.

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