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Dario Vitale apre un nuovo capitolo per Emporio Armani nel segno della discontinuità

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Quarantacinque anni dopo la nascita di Emporio Armani, il gruppo Armani apre per la prima volta le porte a un designer esterno alla famiglia. È Dario Vitale, 43 anni, napoletano, il nuovo direttore creativo di Emporio Armani e degli accessori Giorgio Armani, con effetto immediato. Una nomina che segna un passaggio importante nella storia del gruppo: per la prima volta una responsabilità creativa di vertice viene affidata a una figura esterna alla famiglia Armani. Dopo la morte di Giorgio Armani, il 4 settembre 2025, a raccogliere il testimone creativo sono stati Leo Dell’Orco, responsabile dello stile uomo, e la nipote Silvana Armani, responsabile dello stile donna. Il suo incarico, però, non riguarda l’intera linea Giorgio Armani. Vitale sarà responsabile di Emporio Armani e degli accessori Giorgio Armani, mentre Leo Dell’Orco e Silvana Armani mantengono le responsabilità creative rispettivamente per l’uomo e la donna della linea principale. Non si tratta dunque di una sostituzione sulla collezione ammiraglia ma dell’ingresso di una nuova figura all’interno di un sistema creativo che, nel dopo ‘Re Giorgio’, sta prendendo una forma diversa.

Emporio Armani è un marchio storico dell’universo Armani. È nato nel 1981, sei anni dopo la fondazione della maison Giorgio Armani, come progetto rivolto a un pubblico più giovane e a un guardaroba più quotidiano e contemporaneo. Il primo negozio Emporio Armani aprì nello stesso anno a Milano. Da allora il marchio è cresciuto fino a diventare una delle realtà centrali del gruppo, presente sui principali mercati internazionali. Quarantacinque anni dopo, la direzione creativa passa quindi a un designer che non appartiene alla famiglia e che porta con sé una formazione maturata in alcune delle più importanti maison italiane. È una scelta che acquista un peso ulteriore perché arriva a meno di una settimana dalla fashion week milanese e nel momento in cui il gruppo deve prepararsi al futuro societario delineato dallo stesso Armani.

Nel testamento, il fondatore ha indicato una precisa successione per la proprietà e per il controllo del gruppo. La Fondazione Giorgio Armani è destinata a diventare proprietaria della società, mentre i diritti di voto sono stati distribuiti tra Leo Dell’Orco, al quale spetta il 40%, la Fondazione con il 30%, Silvana Armani con il 15% e Andrea Camerana con il restante 15%. Il documento prevede inoltre un’apertura progressiva del capitale. Entro un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi dall’apertura della successione è prevista la cessione di una prima quota del 15%, con una priorità indicata per Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica. Successivamente, tra il terzo e il quinto anno, potrà essere ceduta un’ulteriore partecipazione compresa tra il 30% e il 54,9%. In alternativa, il testamento contempla la possibilità di arrivare alla quotazione in Borsa entro un arco temporale più ampio, tra il quinto e l’ottavo anno. In ogni caso la Fondazione dovrà conservare almeno il 30,1% della società. È un percorso che riguarda la proprietà e gli assetti industriali ma che inevitabilmente si intreccia anche con il tema della continuità creativa.

Giorgio Armani ha lasciato indicazioni precise sui principi che dovranno essere preservati nel futuro del gruppo, dalla qualità del prodotto all’innovazione, fino a un’idea di stile fondata su essenzialità, modernità ed eleganza senza eccessi. La nomina di Vitale si colloca dunque all’interno di questo passaggio. Da una parte c’è la continuità garantita da Dell’Orco e Silvana Armani sulla linea principale, dall’altra l’apertura a un talento esterno per Emporio e per un settore, quello degli accessori Giorgio Armani, considerato strategico per lo sviluppo futuro del marchio. È un primo ingresso dall’esterno in una struttura creativa che per oltre cinquant’anni era stata costruita intorno alla figura di Giorgio Armani e alle persone da lui scelte per accompagnarlo. “Sono onorato di assumere questo duplice ruolo tra Emporio Armani e Giorgio Armani e profondamente grato a Silvana e Leo per avermi accolto nel loro mondo – dice Vitale -. Armani vanta un’eredità straordinaria e un linguaggio stilistico inconfondibile: un patrimonio che attraversa i decenni e che ha contribuito a scrivere la storia della moda. Mi avvicino a questa nuova sfida con un profondo senso di responsabilità ed entusiasmo, con l’obiettivo di costruire su queste solide fondamenta e definire insieme una nuova era”.

Silvana Armani e Leo Dell’Orco sottolineano il legame con Emporio, una linea che hanno seguito fin dagli inizi e che considerano uno spazio particolarmente legato alla sperimentazione e alla libertà creativa. L’arrivo di Vitale, spiegano, dovrà accompagnare l’evoluzione del marchio mantenendone riconoscibile l’identità. Per Giuseppe Marsocci, ceo e managing director del Gruppo Armani, la nomina rafforza l’organizzazione creativa in una fase di trasformazione e conferma il peso strategico di Emporio Armani e degli accessori Giorgio Armani, considerati due aree con importanti possibilità di sviluppo internazionale. Originario dell’area di Napoli, studi all’Istituto Marangoni di Milano, il suo percorso professionale comincia passando attraverso realtà come Dsquared2 e Bottega Veneta, prima dell’approdo nel gruppo Prada.

È soprattutto negli anni trascorsi a Miu Miu che Vitale costruisce la parte più importante della propria carriera. Entra nel gruppo nel 2010 e rimane per quasi quindici anni, arrivando nel settembre 2023 a diventare design director del ready-to-wear e brand image director di Miu Miu, lavorando al fianco di Miuccia Prada. Nel marzo 2025 arriva la svolta con Versace. Vitale viene nominato chief creative officer della maison della Medusa, prendendo il posto che per anni era stato occupato da Donatella Versace. L’esperienza, però, è breve: dopo una sola collezione, presentata nel settembre dello stesso anno, a dicembre lascia la direzione creativa, a otto mesi dalla nomina, nel periodo successivo all’acquisizione di Versace da parte del gruppo Prada. Ora, meno di un anno dopo, il ritorno ai vertici della moda italiana avviene in una delle maison più riconoscibili al mondo. E con una responsabilità particolare: lavorare su Emporio Armani e sugli accessori Giorgio Armani mentre il gruppo entra nella prima vera fase di trasformazione della propria storia dopo la scomparsa del fondatore. Per Vitale sarà soprattutto Emporio il primo banco di prova. Un marchio nato nel 1981 per rappresentare il lato più giovane e dinamico dell’universo Armani e che oggi, a 45 anni dalla sua nascita, diventa il territorio nel quale il gruppo sperimenta per la prima volta una continuità creativa affidata a qualcuno arrivato dall’esterno della famiglia. (di Federica Mochi)

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