“I centri storici dei comuni della Campania sono stati violentati dall’apertura numericamente spropositata e oscura di orrendi negozi che vendono calamite e kebab. Si tratta di attività che offendono le nostre identità e le tradizioni dell’artigianato e del commercio locale frutto di esperienze secolari. La proposta di legge regionale che abbiamo presentato oggi mira a impedire l’apertura di tali esercizi nei centri storici della Campania“. Lo ha dichiarato il capo dell’opposizione in Regione Campania, Gennaro Sangiuliano, che, insieme ai capigruppo del centrodestra Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane e Sebastiano Odierna, ha illustrato i termini della proposta intitolata ‘Misure per la tutela dell’identità dei centri storici e delle tradizioni dell’artigianato e del commercio locale’. Un testo che agli articoli 4 e 5 fa espresso riferimento al divieto di vendita di calamite e di kebab. Presenti anche i consiglieri Roberto Celano, Lea Romano, Susy Panico e Mimì Minella.
“L’identità e il patrimonio storico sono anche e soprattutto nei luoghi, nelle città, nei borghi e nei centri storici, negli edifici e nelle piazze, le pietre parlano e raccontano la storia di una comunità”, scrivono gli esponenti del centrodestra. “In questo senso, la tutela dei centri storici della nostra regione costituisce la salvaguardia di un bene comune cui è legata la nostra radice collettiva, la memoria delle comunità. La tutela di questo bene si concretizza spesso nella salvaguardia del contesto storico di una strada, di una piazza, di un centro, di edifici caratterizzanti, nel coordinamento dei piani colore. La tutela dei nostri centri storici affonda le radici nell’art. 9 della Costituzione, nel Codice dei Beni Culturali e soprattutto nell’azione dei comuni che dovrebbero disciplinare gli ambiti con i piani urbanistici comunali e i vincoli paesaggistici mirati (D.Lgs. 42/2004), che dovrebbero regolare l’apertura di nuove attività commerciali. Il centro storico è un bene paesaggistico a valenza culturale, dove convergono una pluralità di interessi meritevoli di tutela, la giurisprudenza è giunta a definire la categoria dei “beni culturali urbanistici”.