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Università La Sapienza, al via la corsa per il nuovo rettore: chi sono i 5 candidati, identikit e programmi

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Entra nel vivo la sfida per l’elezione del nuovo rettore dell’Università La Sapienza di Roma che succederà ad Antonella Polimeni il cui mandato, iniziato nel 2020, è giunto al termine. Dopo la presentazione dei 5 candidati in corsa avvenuta a metà luglio, domani si svolge il primo dibattito pubblico tra gli aspiranti rettori in vista del voto previsto a partire dal 6 ottobre. Chi vincerà, guiderà il più grande ateneo d’Europa per i prossimi sei anni.

Il dibattito di domani si svolgerà in Aula Magna, moderato da un componente del Comitato dei Garanti, che introdurrà regole e candidati. Si svolgerà su 5 argomenti, selezionati dai Garanti in base ai temi contenuti nelle domande che il pubblico può presentate per iscritto al Comitato. Gli stessi argomenti verranno sottoposti a tutti i gli aspiranti rettore che avranno a disposizione 5 minuti di tempo per rispondere. Rigidissimi i tempi con tanto di cronometro a vista e relativi allarmi sonori. Terminata la serie dei 5 argomenti, ciascun candidato avrà poi a disposizione altri 2 minuti per una propria conclusione. Al di fuori dei 5 argomenti di discussione stabiliti, non sarà possibile rivolgere altre domande ai candidati né il pubblico potrà partecipare alla discussione. L’incontro sarà diffuso in streaming e resterà a disposizione sul sito della Sapienza.

Che vengano o meno annoverati tra i temi di discussione di domani, due sono i dossier più importanti che Polimeni, prima donna a guidare l’ateneo, lascia in eredità al suo successore: quello del nuovo Policlinico Umberto I, con l’avvio della gara per il progetto della nuova struttura che dovrebbe partire entro fine mese, e la sfida per il lavoro all’interno del Rome Technopole, il centro di ricerca per l’innovazione tecnologica, farmaceutica e ambientale che vuole mettere insieme laboratori, formazione e imprese. l’identikit e programma dei 5 candidati

Antonio Carcaterra – professore Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine e ricopre la carica di direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Sapienza. Dal 2016 guida il Consorzio Sapienza Innovazione, nato per avvicinare ricerca universitaria e industria, e ha maturato anche un’esperienza negli Stati Uniti come adjunct professor alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Il suo progetto immagina una Sapienza più aperta, inclusiva e capace di attrarre competenze, risorse e finanziamenti, facendo dialogare discipline diverse di fronte alle grandi sfide contemporanee. Al centro del programma c’è l’idea di un nuovo umanesimo, in cui specializzazione scientifica e responsabilità sociale procedano insieme. Tra le priorità figurano internazionalizzazione, ricerca competitiva, interdisciplinarità, didattica innovativa, benessere studentesco, inclusione, semplificazione amministrativa e valorizzazione del personale. Sicurezza, infrastrutture, digitale e sedi territoriali sono indicati come leve decisive per migliorare qualità della ricerca, della formazione e della vita universitaria.

Pierpaolo D’Urso – Professore ordinario di Statistica e preside della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, guida anche il Master in Data Science per la PA. Con un’esperienza accademica che include la direzione di Dipartimento, il ruolo di Prorettore e il Senato Accademico, propone una Sapienza più partecipata, trasparente e capace di decidere sulla base di ascolto, dati e rendicontazione. Al centro del suo programma ci sono studenti, dottorandi, ricercatori e personale tecnico-amministrativo: più diritto allo studio, servizi, spazi, alloggi, benessere organizzativo, formazione e percorsi di carriera più chiari. L’agenda punta su inclusione, pari opportunità, tutela delle fragilità e diritto alla disconnessione, insieme a una didattica innovata da blended learning, lifelong learning, micro-credenziali, MOOC (corsi di formazione a distanza erogati interamente via internet) e uso regolato dell’intelligenza artificiale. Ricerca e internazionalizzazione sono indicate come assi strategici, con fondi minimi garantiti, infrastrutture condivise, grandi progetti, mobilità inclusiva, doppi titoli e una rete Alumni più forte. Edilizia, sicurezza, Policlinici, patrimonio e Digital Twin completano una visione di Ateneo pubblico, inclusivo, internazionale e innovativo, orientato a costruire comunità e futuro attraverso la conoscenza.

Riccardo Faccini – Fisico delle particelle che ha lavorato anche al Cern di Ginevra, si presenta come candidato di rottura rispetto alla gestione precedente. È professore ordinario di Fisica Sperimentale alla Sapienza dove si è laureato nel 1994 ed è rimasto anche per il dottorato conseguito nel 1998. Vanta una profonda conoscenza della macchina universitaria grazie ai numerosi ruoli di rilievo ricoperti all’interno dell’Ateneo: ex preside della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; delegato della rettrice alle Politiche dell’Orientamento; vice direttore del Teaching and Learning Center della Sapienza; associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Roma. È anche ideatore e coordinatore di Fisicast, podcast che spiega la fisica con un linguaggio semplice. La candidatura di Faccini punta a un cambio di paradigma nella governance della Sapienza, fondato su partecipazione, trasparenza e valorizzazione delle competenze. Al centro c’è la “cura” di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, con servizi più efficienti, didattica innovativa e spazi adeguati. Il programma insiste su una gestione chiara delle risorse e su organi collegiali realmente coinvolti nelle scelte strategiche. Forte l’attenzione all’innovazione: intelligenza artificiale, digitalizzazione, interdisciplinarità e internazionalizzazione. Sul fronte ricerca, Faccini propone meno burocrazia, più supporto ai bandi competitivi e infrastrutture condivise. Didattica più inclusiva, tutorato rafforzato e politiche per il diritto allo studio completano la visione, insieme a un Ateneo più aperto al territorio e alla società civile.

Fabio Lucidi – Professore ordinario di Psicometria al dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione, ricopre l’incarico di prorettore alle Politiche per l’autonomia, il benessere studentesco e la Terza/Quarta Missione. E’ stato preside della facoltà di Medicina e Psicologia, oltre a svolgere ruoli di direzione in ambito di dottorato e vicepresidenza, si muove in continuità con la gestione Polimeni. Nel suo programma Lucidi immagina una Sapienza come laboratorio permanente di confronto e progettazione, capace di mantenere l’eccellenza raggiunta e affrontare nuove sfide: sottofinanziamento, calo demografico, concorrenza delle telematiche e fuga di studenti e ricercatori. Punta su una didattica più flessibile e interdisciplinare, spazi moderni e sicuri, tecnologie per la manutenzione e percorsi personalizzati grazie all’IA. Chiede più supporto tecnico‑amministrativo per i corsi di studio e un Placement potenziato per collegare formazione e lavoro. Valorizza la Scuola Superiore di Studi Avanzati e le fondazioni dell’Ateneo come motori di innovazione e reti con imprese e istituzioni. L’obiettivo: una Sapienza inclusiva, competitiva e capace di trasformare conoscenza in opportunità per la comunità.

Maria Sabrina Sarto – Ordinaria di Elettrotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica e prorettrice alla Ricerca della Sapienza dal 2020, è stata direttrice del Centro di ricerca per le nanotecnologie applicate all’ingegneria (Cnis) della Sapienza. Nel suo programma propone un ateneo più moderno, digitale e inclusivo, guidato da una governance trasparente e partecipata. Sarto punta a ridurre la burocrazia, rafforzare il personale tecnico‑amministrativo e definire criteri chiari per reclutamento e carriera. Centrale la transizione verso un Ateneo digitale 5.0, con infrastrutture tecnologiche avanzate, sicurezza informatica e uso strategico dell’IA. Sul piano accademico, Sarto vuole una didattica innovativa e internazionale, con più servizi, spazi adeguati e sostegno al diritto allo studio. In ricerca, l’obiettivo è consolidare i risultati del Pnrr, attrarre talenti e aumentare la competitività nei bandi. Forte attenzione anche a edilizia, sicurezza, sostenibilità, poli territoriali e comunicazione.

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