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Scuola: l’immunologo, ‘salute e concentrazione dipendono da qualità pasti e da snack nello zaino’

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Nel giorno della riapertura delle scuole e del suono della prima campanella, “l’attenzione di famiglie, studenti e istituzioni è tutta concentrata sugli ultimi dettagli pratici: zaini e astucci pronti, la nuova organizzazione degli orari e i consueti buoni propositi per l’anno che si apre. C’è, tuttavia, un aspetto cruciale che, proprio all’avvio della nuova stagione, meriterebbe una riflessione a parte. Riguarda il ruolo cruciale della corretta alimentazione tra i banchi, autentica leva strategica per la crescita. Non si tratta semplicemente di soddisfare un fabbisogno calorico o di organizzare un servizio logistico, ma di cogliere un’opportunità di prevenzione e promozione della salute pubblica che tocca da vicino il benessere psicofisico e lo sviluppo dei nostri ragazzi. Come medico immunologo che da anni analizza i complessi legami tra alimentazione, risposta immunitaria e salute sistemica, ritengo fondamentale rivolgere un augurio di buon lavoro che sia anche un appello accorato, indirizzato prima di tutto a quanti hanno la responsabilità di guidare e custodire il percorso di crescita dei più giovani: genitori, docenti, referenti delle mense e gestori dei servizi di ristorazione e distribuzione.” A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’Università Lum Giuseppe Degennaro.

“La qualità delle difese immunitarie, la capacità di concentrazione e il rendimento cognitivo tra i banchi di scuola dipendono in maniera diretta ed essenziale da ciò che viene consumato durante le ore trascorse negli istituti scolastici. A partire dai gesti quotidiani che si compiono a casa prima di uscire – ricorda – L’invito rivolto ai genitori è quello di ripensare il contenuto dello zaino, riducendo progressivamente la presenza di alimenti ultra-processati e snack confezionati ad alto contenuto di zuccheri raffinati. Prodotti di questo tipo provocano repentini picchi glicemici seguiti da rapidi crolli, con conseguenze dirette sullo stato di attenzione e sull’affaticamento generale del bambino. Favorire l’inserimento nello zaino di ‘cibo vero’ – come frutta fresca di stagione, frutta secca o preparazioni semplici a base di pane integrale – rappresenta il primo e più concreto passo per sostenere l’organismo nelle attività didattiche.”

La sfida, tuttavia, deve estendersi parallelamente anche agli spazi collettivi dell’ambiente scolastico. “Chi si occupa della ristorazione nei refettori e nelle mense è chiamato a compiere una vera e propria scelta culturale a favore della biodiversità alimentare. Promuovere menu variati, integrando regolarmente una pluralità di cereali, legumi, verdure di stagione e alimenti non industrializzati, significa educare e diversificare il microbiota intestinale dei ragazzi, il vero e proprio ‘direttore d’orchestra’ del nostro sistema immunitario. La mensa non può e non deve essere considerata un mero momento di pausa o un semplice adempimento, ma un’estensione del percorso didattico dedicato alla salute,” suggerisce Minelli.

Un passaggio strategico di questo rinnovamento “riguarda inevitabilmente anche i distributori automatici dislocati nei corridoi degli istituti. Spesso considerati isole di facile consumo, questi presidi dovrebbero al contrario trasformarsi in alleati dell’educazione alimentare. È tempo di ripensare l’offerta delle ‘macchinette’, sostituendo o affiancando a snack ipercalorici e bevande zuccherate opzioni nutrizionalmente valide: spremute senza zuccheri aggiunti, frutta essiccata, yogurt, acqua e drink salutari. Mettere a disposizione opzioni sane significa offrire ai giovani una reale libertà di scelta e abituarli, nell’autonomia dei loro momenti di pausa, a preferire ciò che realmente fa bene al loro corpo.”

“In questo quadro coordinato, il ruolo del corpo docente diventa fondamentale per guidare e contestualizzare il cambiamento, integrando la cultura della salute e del rispetto del proprio corpo all’interno del percorso formativo quotidiano. Il piatto della mensa, lo spuntino dell’intervallo e la scelta al distributore automatico sono potenti strumenti di salute pubblica. L’auspicio per questo avvio di anno scolastico – conclude l’immunologo – è che tutti gli attori in gioco sappiano fare squadra per trasformare la scuola nel primo e più efficace luogo di prevenzione e benessere.”

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