(dall’inviata Elvira Terranova) – “La Regione siciliana è stata la prima regione europea ad aderire alla missione, a un accordo di cooperazione con la Commissione Europea di ricerca e innovazione per l’implementazione di questa missione. Ci sono solo tre regioni pilota in Europa, con questo tipo di accordo. Ed è la regione in assoluto che ha il più alto numero di partecipanti nella missione, più di 50 partecipanti, a partire dalle autorità, dunque la Regione siciliana stessa, l’Arpa, poi ci sono i comuni come Palermo, Catania, ma anche un grande numero di piccoli comuni, comprese le isole, tante isole, le isole Eolie, Egadi Lampedusa Linosa, Pantelleria, le università, Università di Catania e Università di Palermo, ma anche scuole la Lega navale di Palermo”. Lo ha detto Elisabetta Balzi, dirigente presso la Comunità europea per le iniziative della Mission EU Restore our Ocean and Waters, intervenendo a Pantelleria all’incontro organizzato nell’ambito della due giorni dedicata al Pnrr ‘Isole verdi’.
“La Regione siciliana ha rappresentato il più alto numero di partecipanti alla missione- dice -con le autorità e le comunità locali che hanno fatto queste trasformazioni veramente eccezionali. Anche il mondo della ricerca e dell’innovazione”.
“L’approccio integrato attraverso i sistemi, attraverso i settori e attraverso i diversi livelli autorità e di programmi e risorse europeo, nazionale, regionale e locale, è un modello veramente importantissimo, corrisponde esattamente ai principi della nostra missione europea. Aggiungo il fatto che deve essere partecipativo, per cui oltre a questo livello istituzionale c’è la partecipazione di tutte le comunità in assoluto, le scuole, le associazioni di sportive. Sono tutti molto importanti nella nostra missione”.
Ma cosa fanno i programmi europei? “Anche se l’Europa fa tanto, attraverso i programmi europei, arriveremo a raggiungere risultati solo se lavoriamo insieme, rinforzando queste sinergie a livello europeo, nazionale, regionale, locale e attraverso diversi programmi. Qui c’è ancora lavoro da fare, lo stiamo sperimentando nella missione. E questo è veramente il passo importante dove dobbiamo investire di più. Da parte della europea naturalmente ci sono dei programmi importanti. Con grandissimi investimenti nel mare, nelle acque e nell’economia blu”, spiega Balzi.
“Ogni ricerca ha dei partenariati, ad esempio i partenariati pubblici nei quali spendiamo mezzo miliardo di euro per collaborare con i governi europei, anche con le regioni coinvestiamo per fare dei progetti di ricerca insieme”, aggiunge la dirigente della Commissione Europea.
“Cito la missione europea con lo scopo di portare le soluzioni sui territori, partendo dalla ricerca, innovazione, perché la missione parte dal programma di ricerca e innovazione, ma non si ferma lì. Noi partiamo già dalle soluzioni che sono quasi pronte per arrivare sui territori e dobbiamo collaborare con tutti voi, fino al livello locale, regionale e nazionale, per poter portare queste soluzioni implementate sui territori, sulle isole, sulle coste, in funzione delle necessità e delle capacità. Questo è lo scopo della missione europea”.