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Venezia 83, ‘F**k ICE’ e ‘Fight Fascims’: “La protesta del cast di ‘They’re Here'”

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“Fight Fascism” e “F**k ICE”. È il messaggio politico stampato sulle magliette nere indossate dalle registe Laura Poitras e Rachel Lauren Mueller e dall’intero cast di ‘They’re Here’, presentato Fuori Concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Le filmmaker prendono posizione contro l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), dopo il terrore vissuto dalla popolazione di Minneapolis durante i mesi dell’Operation Metro Surge, l’operazione dell’agenzia federale che ha provocato due vittime: Renee Good e Alex Pretti, tra gli attivisti contro la repressione dell’immigrazione voluta dal presidente Usa Donald Trump.

Il film è un horror distopico che ricostruisce la vicenda di Edén Villa (nome di fantasia) e di alcuni residenti anonimi di Minneapolis, impegnati a sfuggire e a resistere all’occupazione paramilitare della loro città. In un paesaggio invernale sospeso e minaccioso, agenti mascherati rapiscono bambini, i cittadini viaggiano nascosti nei bagagliai, prigionieri incatenati vengono caricati su aerei sotto gli occhi dei turisti, mentre ciclisti sorvegliano i movimenti di una forza d’invasione.

“Il nostro approccio cinematografico nasce da un video di dieci secondi trovato in rete: un’idilliaca scena invernale con alberi innevati accostata al suono di grida: ‘Restate dentro. Chiudete le porte! Sono qui’. I mostri non si vedono, ma le voci evocano tutto il terrore: è al tempo stesso un horror e un documentario agghiacciante”, spiegano le registe. “Con il nostro film volevamo trasmettere una sensazione analoga. Come giornaliste, assistiamo inorridite dalla normalizzazione della violenza di Stato. Negli Stati Uniti – osservano – è ormai all’ordine del giorno che la polizia di frontiera, a volto coperto, rapisca bambini e compia esecuzioni in pieno giorno. Crediamo che il cinema possa scardinare questo senso di ineluttabilità. Le immagini di resistenza e riscatto mostrano che la storia non è già scritta e che la violenza non ha sempre la meglio”, concludono.

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