Alberto Rimedio difende Lele Adani e ‘punge’… Jannik Sinner. Il telecronista Rai, che proprio con l’ex difensore ha commentato gli ultimi Mondiali andati in scena in Stati Uniti, Messico e Canada, ha parlato in un’intervista a TG1 Talks, difendendo la ‘sua’ seconda voce dalle tante critiche piovutegli addosso per una telecronaca giudicata troppo parziale in favore, in particolare, dell’Argentina di Lionel Messi.
“Quando invitavo a riordinare le idee, a riabbassare i toni in vista del gran finale, nelle ultime partite, non era per prendere le distanze da Lele con il quale c’è massima stima e c’è un grande feeling, ma è semplicemente l’esigenza un po’ di bilanciare i due estremi”, ha spiegato Rimedio, “quello che voglio dire di Lele è che intanto ha una straordinaria competenza calcistica, vi garantisco che non è un aspetto comune in tutti quanti i commentatori, non parlo soltanto di RAI: poi soprattutto lui ha una passione straordinaria per questo sport e non c’è alcuna finzione”.
“Quando io sento delle critiche riferite a Lele, per le quali sostanzialmente si parla di un’esagerazione finalizzata a non so quale scopo, quello che io voglio sottolineare è che lui non finge. Ovviamente per saperlo bisognerebbe stare con lui. Noi abbiamo vissuto praticamente in simbiosi per 40 giorni circa, quelli durante i quali si è svolto il Mondiale, e quindi ho avuto la possibilità di conoscerlo ancora meglio. Non c’è alcuna finzione, lui è così”, ha raccontato, prendendo come esempio la telecronaca della semifinale tra Argentina e Inghilterra: “Quella è stata la vera finale, con emozioni pazzesche: sono certo che avrebbe avuto quella reazione davanti a quella rimonta anche con un’altra nazionale. Lui è preso dalla passione. Non ci sono stati confronti tra noi, tifiamo per la partita di calcio. Il pubblico giovane si è riavvicinato alla Rai anche per merito di Lele, ha un successo strepitoso con i giovani”.
Rimedio rivendica poi il grande successo dei Mondiali, in termini di ascolti, capaci di battere persino Sinner: “Si parla tanto e giustamente del grande merito di Sinner. La finale di Wimbledon tra lui e Alcaraz, nel 2025, ha però fatto registrare 6 milioni di telespettatori. Se l’Italia avesse raggiunto la finale del campionato del mondo gli spettatori sarebbero stati almeno 20 milioni, Spagna–Argentina ne ha fatti ugualmente 12. Quindi la passione per il calcio è radicata, fa parte della cultura del nostro paese. Non si può dimenticare questo concetto, non è vero che il calcio in Italia abbia perso seguito”.