Francesco Casorati arriva a Torino con una mostra che chiude un progetto espositivo itinerante tra le province piemontesi. Dal 17 settembre al 10 ottobre la Fondazione Giorgio Amendola di via Tollegno 52 ospita Francesco Casorati. Una passione razional-geometrica incantata, terza e ultima tappa di un percorso avviato nel 2024 tra Vigone e Torre Pellice.
Il titolo non è casuale. Riprende una definizione coniata da Italo Calvino nel 1962 per descrivere la ricerca di Casorati: un linguaggio pittorico autonomo, equidistante dal realismo e dall’astrattismo, costruito su un rigoroso equilibrio compositivo e animato da un immaginario poetico, favolistico, quasi araldico. Una formula che a distanza di oltre sessant’anni continua a restituire con precisione la cifra stilistica dell’artista.
Un progetto nato dai sindaci, cresciuto tra tre sedi
L’iniziativa ha radici istituzionali insolite: è nata nel 2024 da un’idea dei sindaci Fabio Cerato di Vigone e Maurizia Allisio di Torre Pellice, con l’obiettivo di riscoprire figure centrali dell’arte torinese del secondo Novecento. Le prime due edizioni avevano dedicato le rispettive mostre a Piero Ruggeri e Marco Gastini. Casorati è il terzo protagonista di questo ciclo.
Le tappe precedenti si erano svolte all’ex Chiesa del Gesù di Vigone e alla Civica Galleria Scroppo di Torre Pellice, dove la mostra è rimasta aperta fino al 13 settembre. L’allestimento torinese non è una semplice replica: nella prima sala della Fondazione alcune opere storiche già esposte a Torre Pellice dialogano con lavori più recenti, mentre la seconda sala presenta una selezione di incisioni inedite per questo progetto, mai mostrate nelle tappe precedenti.
La cura di Poli e Miotto, il catalogo illustrato
La mostra è curata da Francesco Poli e Luca Miotto. Ad accompagnarla un catalogo illustrato con contributi dei due curatori, dei sindaci Allisio e Cerato e di Tonino Rivolo.
L’inaugurazione è giovedì 17 settembre alle 18.
Un rapporto consolidato tra Casorati e la Fondazione
Per la Fondazione Amendola non è il primo incontro con l’artista. Il sodalizio risale al 2008, quando la sede torinese ospitò Pittura dipinta. Seguirono L’impronta del Maestro nel 2022 e Speranza e fermenti. Arte a Torino dopo il 1945 nel 2025. La mostra di settembre consolida così una relazione lunga quasi vent’anni tra l’istituzione e uno degli artisti più rappresentativi della scena piemontese contemporanea.
La Fondazione si trova in via Tollegno 52 a Torino. La mostra è aperta fino al 10 ottobre.