HomeUltima OraSchengen, Italia prolunga stop con Spagna. Piantedosi: "Necessario". Sanchez chiede "solidarietà Ue"

Schengen, Italia prolunga stop con Spagna. Piantedosi: “Necessario”. Sanchez chiede “solidarietà Ue”

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L’Italia proroga di 15 giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Il Viminale fa sapere che è in corso di notifica la nota con cui il governo sta comunicando alla Ue il prolungamento. La decisione è stata assunta, in linea con “l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere”, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un “costruttivo confronto telefonico”.

“La proroga di 15 giorni della sospensione del trattato di Schengen con la Spagna era necessaria”, ha detto Piantedosi, a margine della commemorazione di cerimonia di commemorazione di Giovanbattista Cutolo, musicista 24enne della Orchestra Scarlatti Young ucciso il 31 agosto 2023 in piazza Municipio a Napoli. “E’ una decisione motivata dal fatto che c’è un’analisi fatta dagli specialisti riuniti nel comitato di analisi della sicurezza delle frontiere” – ha aggiunto – “Abbiamo deciso di limitarla a 15 giorni perché se da una parte l’analisi è stata fatta dagli specialisti che indica che esistono motivazioni per cui fu fatta questa misura dall’altra parte è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo con l’Ue per il giusto superamento della situazione che si è creata”.

“Confido che la proroga dello stop di Schengen possa essere l’ultima perché come immaginiamo ciò significherebbe una normalizzazione della situazione. Siamo anche disponibili a ogni forma di collaborazione con la Spagna e con l’Unione europea”, ha aggiunto.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha fatto appello alla ”solidarietà europea” per affrontare la crisi migratoria nell’enclave di Ceuta, ricordando che ”a Lampedusa la Spagna era presente per accogliere i migranti che arrivavano”. Nel corso di una intervista a Cadena Ser, Sanchez ha detto che “l’Europa deve mostrare solidarietà a Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta e nelle Isole Canarie”.

Il premier spagnolo ha sottolineato che “abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi dell’Europa centrale e settentrionale. Perché non avviene nel caso della Spagna? Forse perché abbiamo un governo di coalizione progressista? Forse perché abbiamo una posizione su Gaza o su altre questioni?”.

“A Ceuta rimangono 5.000 migranti, di cui 1.200 minorenni”, ha fatto sapere inoltre il primo ministro spagnolo, aggiungendo che “tra breve avremo una capacità sufficiente per accogliere i migranti che sono rimasti a Ceuta”. Riguardo al massiccio afflusso di migranti a Ceuta, Sanchez ha precisato che “non ci sono informazioni provenienti dalle Forze di Sicurezza dello Stato o dal Cni (l’intelligence spagnola, ndr) su collegamenti tra le autorita’ marocchine e la crisi migratoria nell’exclave spagnola”.

“La cooperazione con il Marocco si sta rivelando francamente positiva”, ha sottolineato Sanchez. Riguardo alla questione se fossero state ricevute o meno informazioni dal Centro nazionale di Intelligence, il capo dell’Esecutivo ha difeso il ruolo del Cni, ma ha insistito sul fatto che “non c’erano informazioni che avessero la stessa gravità e portata” di quanto accaduto il 30 e il 31 luglio. Sanchez ha indicato che le cause della crisi di Ceuta sono ancora oggetto di indagine, ma ha puntato il dito contro bufale e disinformazione sui social media, a seguito della sentenza della Corte Suprema che vieta i rimpatri sommari delle persone entrate nel Paese a nuoto, pratica sfruttata da “organizzazioni criminali”. Sanchez ha inoltre spiegato che le bufale si sono diffuse sui social network “associati sia alla Russia che a Israele e a un movimento internazionale di estrema destra che sfrutta sempre la migrazione, non solo per attaccare la Spagna ma anche l’Europa”.

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