Cento eventi in cinque giorni, venticinque documentari in concorso, trenta talk pubblici e tre serate di musica dal vivo. Dal 23 al 27 settembre Modena ospita la dodicesima edizione del DIG Festival, il principale festival europeo di giornalismo investigativo, con un programma che spazia dal cinema documentario alla formazione professionale, dalle arti performative alle mostre d’arte.
Il titolo scelto per il 2026 è Bella Ciao: un richiamo esplicito al canto partigiano che fa da cornice tematica all’intera manifestazione. Al centro del dibattito la compressione del pluralismo democratico, il rapporto tra giornalismo e potere, il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche. Nuovi fascismi, diritti civili e politici, crisi climatica, criminalità organizzata, povertà e guerra sono i temi che attraversano il programma.
I DIG Awards 2026 e la giuria internazionale
Cuore del festival sono i venticinque documentari finalisti dei DIG Awards, selezionati tra oltre 300 candidature arrivate da redazioni, broadcaster e produttori indipendenti di tutto il mondo. I premi coprono cinque categorie video — Short, Reportage e Investigative Medium, Reportage e Investigative Long — e vengono assegnati da una giuria internazionale di giornalisti e autori.
Presidente della giuria 2026 è il regista croato Igor Bezinović, autore di Fiume o morte! (2025), documentario che ha vinto il Tiger Award e il FIPRESCI Award al Rotterdam International Film Festival e il premio come miglior documentario agli European Film Awards. Il film ricostruisce l’annessione forzata di Fiume all’Italia nel 1924 attraverso archivi fotografici, filmati d’epoca e rievocazioni storiche interpretate dagli abitanti di Rijeka.
La giuria comprende anche Manisha Ganguly del Guardian, Hoda Osman di Arab Reporters for Investigative Journalism, Axel Björklund responsabile del programma investigativo del servizio pubblico svedese SVT, Gabi Manuli dell’International Press Institute e Brigitte Alfter, direttrice di Arena for Journalism in Europe.
Oltre ai premi nelle categorie video, la giuria assegna il DIG Pitch Matteo Scanni, unico riconoscimento in denaro del festival: fino a 15mila euro a un documentario di inchiesta in fase di sviluppo o produzione. I dieci team finalisti presentano i propri progetti venerdì 25 settembre in una sessione pubblica dal vivo.
I talk: da Francesca Albanese a Marco Travaglio
Trenta talk pubblici animano il programma, alcuni organizzati in collaborazione con BBC e Journalismfund. Tra gli ospiti più attesi, la storica Anna Foa, vincitrice della prima edizione del Premio Strega Saggistica con Il Suicidio di Israele (Laterza, 2024), e la giornalista Paola Caridi, vincitrice del Premio Colomba d’Oro per la Pace e del Premio Kapuściński. Partecipa anche Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, insieme a Eva Galperin, direttrice per la Cybersecurity della Electronic Frontier Foundation, e Joanna Kao, responsabile dell’AI Accountability Network del Pulitzer Center.
Tra i giornalisti italiani figurano il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, lo scrittore e giornalista Marco D’Eramo, Stefano Feltri, Giorgio Mottola e numerosi altri professionisti dell’inchiesta e del reportage. Presenti anche lo scrittore Wu Ming 1, Christian Raimo e Veronica Raimo, insieme a esperti internazionali come Daniel Howden, managing director di Lighthouse Reports, e Daniel Adamson, cofondatore di BBC Africa Eye.
Cinema: anteprime nazionali e documentari in concorso
Per cinque giorni il Cinema Astra ospita le proiezioni dei film finalisti, alla presenza degli autori. Fuori concorso spiccano due anteprime nazionali. La prima è Ghost in the Machine di Valerie Veatch, presentato al Sundance 2026, che ricostruisce la storia dell’intelligenza artificiale come tecnologia plasmata fin dalle origini da razzismo, eugenetica e rapporti di potere. La seconda è 80 Angry Journalists di András Földes e Anna Kis, che racconta le dimissioni di massa di oltre ottanta giornalisti da Index.hu, la più grande testata indipendente ungherese, dopo che le pressioni politiche ne avevano compromesso l’indipendenza editoriale.
Musica: tre serate alla Chiesa di San Carlo
Il festival dedica tre serate alla musica nella Chiesa di San Carlo. Venerdì 25 settembre salgono sul palco la compositrice e sassofonista Laura Agnusdei, il cantautore Krano — vincitore del David di Donatello 2026 con il brano Ti dalla colonna sonora di Le città di pianura — e Mai Mai Mai, progetto audio/video di Toni Cutrone.
Sabato 26 il festival collabora con il Modena Belcanto Festival: in programma una composizione per soprano e ensemble del Maestro Mauro Montalbetti, dedicata alla resistenza civile su testi del poeta Flaviano Pisanelli, seguita dal concerto della vocalist statunitense Lisel, nome d’arte di Eliza Bagg, formatasi sul repertorio polifonico rinascimentale e oggi tra le voci di riferimento della scena sperimentale internazionale. Domenica 27 chiude il trio L’Antidote, tra jazz contemporaneo, musiche del Mediterraneo e scrittura d’autore.
Mostre, formazione e scuole
Tre mostre completano il programma. Nella Chiesa del Complesso San Paolo va in scena la personale di Mad Meg, artista francese autrice del DIG Watchdog 2026, il cane da guardia simbolo del festival. Il suo lavoro attraversa femminismo, decolonizzazione, ambientalismo e critica al capitalismo tecnologico. La sede dell’Associazione DIG ospita Testimoni/02, curata da Stefano Ricci, con opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. All’Istituto Venturi è invece in anteprima una ventina di tavole di Falasteen, graphic novel in uscita nel 2027 con sette illustratori internazionali che raccontano oltre cento anni di storia della Palestina.
Al Centro Culturale Giacomo Alberione va in scena The Game della compagnia svizzera Trickster-p, cinque repliche da venerdì a domenica, in collaborazione con il Collettivo Amigdala e con il sostegno di Pro Helvetia.
La DIG Academy, programma di alta formazione gratuito accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, propone dodici workshop con rilascio di Crediti Formativi Professionali. Le iscrizioni sono aperte sul portale formazionegiornalisti.it. La rassegna DIG at School porta invece nelle mattine del 23, 24 e 25 settembre gli studenti delle scuole secondarie di Modena e Bologna al Cinema Astra per le proiezioni dei documentari selezionati: oltre 1.200 adesioni già raccolte da sei istituti.
Il festival si svolge a Modena dal 23 al 27 settembre 2026. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del DIG Festival.