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Callum Turner e Monica Barbaro: “La Fomo ci ruba il presente anche in amore”

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“La Fomo ci ruba il presente, anche in amore”. Così all’Adnkronos Callum Turner – di recente convolato a nozze con Dua Lipa – e Monica Barbaro raccontano ‘One Night ‘Only – Quando tutto è possibile’, la nuova commedia romantica di Will Gluck, dopo ‘Tutti tranne te’. Nel film in arrivo nelle sale italiane dal 26 agosto con Universal Pictures, Turner e Barbaro interpretano Owen e Allie, due sconosciuti che si incontrano nella notte meno romantica dell’anno – l’unica in cui ai single è consentito fare sesso – e che, tra contrattempi e scintille improvvise, finiscono per costruire una connessione più autentica di quanto avrebbero immaginato. Una dinamica che, per i due attori, racconta molto del nostro tempo. Turner parte da un punto chiave del film: la velocità del mondo contemporaneo. “Oggi abbiamo troppe opzioni, tutto si muove velocissimo, le notizie arrivano in un attimo e tutto passa dal telefono: è difficile restare fermi, vivere davvero un momento senza provare Fomo (‘Fear of Missing Out’, ovvero l’ansia sociale causata dalla paura di essere esclusi o di perdersi eventi, notizie o esperienze piacevoli che gli altri stanno vivendo, ndr) per qualcosa che potremmo perderci”, spiega in collegamento da New York. “Mi piace che il film regali ai personaggi proprio questo: la possibilità di sedersi, guardarsi, connettersi davvero. Anche quando la storia li separa, l’universo continua a riportarli l’uno verso l’altra, come in una sorta di scherzo del destino. È stato bellissimo interpretare quei momenti di pazienza e presenza”.

Per Barbaro, la forza del film sta nel modo in cui spoglia i personaggi da ogni maschera: “Se Owen e Allie avessero continuato la loro serata come era iniziata, probabilmente non sarebbe stato un buon appuntamento”, racconta. “Ma il fatto che vengano messi subito a nudo, senza filtri, e che continuino a scontrarsi e a collaborare, permette loro di costruire qualcosa di più profondo. Non c’è performance, non c’è un obiettivo da raggiungere: sono semplicemente se stessi. E si innamorano di quella versione autentica dell’altro”. La conversazione si sposta poi sul paradosso delle relazioni moderne: nell’era delle dating app è facile incontrarsi, ma sempre più difficile connettersi davvero. “Credo che il film sia l’esempio perfetto di tutto questo. Comprime tutto in una sola notte”, osserva Barbaro, “l’urgenza diventa palpabile: alza davvero la posta in gioco di una situazione che molte persone vivono ogni giorno quando frequentano qualcuno”.

Quell’urgenza, riflette l’attrice, “quel filo di disperazione, esiste già nella vita reale”. Il film “la concentra in una notte soltanto”: così lo spettatore vive un’avventura, un viaggio, e allo stesso tempo la catarsi di quella tensione e cosa significhi desiderare qualcosa con tanta intensità e trovare così difficile, nell’altro, una connessione più profonda e vulnerabile”. Turner allarga il discorso oltre le dating app: “Non riguarda solo le relazioni, gli appuntamenti. Tutto passa dal telefono, tutto diventa individuale e isolato”. E ricorda la sua infanzia: “Quando ero piccolo, nel mio quartiere (l’attore è nato ad Hammersmith e cresciuto nel quartiere londinese di Chelsea) c’erano tanti bambini con cui giocare”. Oggi, “nello stesso posto, non ce n’è più nessuno. Stiamo perdendo i luoghi di comunità: club, bar, circoli ricreativi, cinema”. Per questo “la connessione umana è vitale”. E il cinema, secondo Turner, resta uno dei luoghi più potenti per ritrovarla: “Vedere i giovani tornare nelle sale è bellissimo, il cinema è uno dei modi più potenti per ritrovare quella connessione”. (di Lucrezia Leombruni)

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