“Il suo superpotere? Il fiuto. Lui mi ha cambiato la vita”. Così all’Adnkronos il regista Fausto Brizzi ricorda Fulvio Lucisano, il grande produttore cinematografico morto oggi a 98 anni. Un rapporto professionale e umano che per il regista ha segnato uno spartiacque: “Per me c’è un prima e un dopo: Lucisano mi ha cambiato la vita”. Brizzi ripercorre l’inizio di quella collaborazione, nata con ‘Notte prima degli esami’, film cult del 2006. Proseguita poi con ‘Notte prima degli esami – Oggi’ (2007), ‘Maschi contro femmine’ (2010) e ‘Femmine contro maschi’ (2011). Lucisano, racconta il regista, “era l’ultimo dei grandi produttori, di quelli che scommettevano sulla riuscita o meno di un film”. Un modo di fare cinema che per il regista oggi non esiste più: “Prima l’algoritmo era il produttore: decideva se un film si faceva o no, e poi lo difendeva fino alla fine”.
Che produttore è stato Fulvio Lucisano per te e per il cinema?
“Fondamentale. È stato l’ultimo dei grandi produttori, di quelli che scommettevano sulla riuscita o no di un film. E per me c’è un prima e un dopo: mi ha cambiato la vita Lucisano“.
Perché ti ha cambiato la vita?
“Ha creduto in me con ‘Notte prima degli esami’, facendomi esordire alla regia, che in qualche modo è un prima e un dopo nella vita di un regista. Prima e dopo il tuo film d’esordio sei due persone diverse, e a me ha cambiato tutto. Abbiamo fatto cinque film insieme, cinque successi. È un pezzo della mia vita”.
Un annedoto?
“Non dimenticherò mai quando mi chiese di dirigere ‘Notte prima degli esami’, nessuno lo voleva fare. A un certo punto Fulvio mi chiese: ‘Ma perché non lo fai tu?’. Era la mia storia, i miei anni, i miei esami di maturità. Quella domanda e la conseguente risposta affermativa sono lo spartiacque della mia vita”.
Il film doveva girarlo qualcun altro?
“Sì. Era stato scritto per un regista ancora da trovare. Nessuno lo voleva fare, perché in Italia i registi si scrivono da soli il film”.
Che uomo hai trovato dietro il grande produttore Lucisano?
“Era intelligente. Ha saputo allevare una nuova generazione di Lucisano. Non è scontato tra gli imprenditori lasciare in eredità non un’azienda, ma un lavoro vero. Sono tanti anni ormai che le figlie (le produttrici Federica e Paola, ndr) lo affiancano. E’ una rarità che un imprenditore abbia la lucidità di mettersi al fianco i figli. E lui lo ha fatto già da prima di ‘Notte degli esami’, 22 anni fa. Il mio film, infatti, lo ha seguito Federica Lucisano, che è più giovane di me. Eravamo due ragazzini”.
Pensi che l’era dei grandi produttori sia finita?
“Io temo di sì. Il cinema si fa in un’altra maniera. Prima l’algoritmo era il produttore: decideva se un film si faceva o no, e poi lo difendeva fino alla fine. Oggi l’algoritmo ti dice strada facendo se stai andando sulla strada giusta e ti corregge continuamente: dalla sceneggiatura fino al montaggio. Prima l’algoritmo era la testa di una persona, e hanno fatto il grande cinema. Forse non era male l’algoritmo di una volta”.
C’è una sua lezione che porti sempre con te?
“Ha scommesso sul mio terzo film, ‘Ex’, molto ambizioso, girato al posto di un terzo capitolo di ‘Notte prima degli esami’, che sembrava inevitabile. Abbiamo fatto un film più adulto, che considero ancora il mio migliore. Fulvio mi ha seguito”.
Lucisano aveva un superpotere?
“Il fiuto. Non puoi fare così tanti esordi interessanti se non ce l’hai. È l’arma in più di un produttore, l’unica che non puoi comprare: o ce l’hai o non ce l’hai”.
Lucisano veniva sul set dei suoi film?
“Lui veniva sul set, ma partecipava soprattutto alla costruzione del film. I produttori di una volta erano come i matrimoni: una volta detto ‘sì’, poi hai detto ‘sì’ per sempre. Ti davano le chiavi di casa e ti seguivano, come faceva Fulvio Lucisano“.
Oggi è difficile trovare chi scommette e rischia come faceva lui?
“E’ difficilissimo trovare qualcuno che rischi con soldi propri, come facevano i produttori di una volta. Ormai ci sono talmente tanti passaggi nella costruzione di un film che i registi non lavorano più a un progetto per volta: ne seguono diversi in contemporanea. Inoltre, ci sono più teste e più esigenze. Mentre prima l’algoritmo era Fulvio Lucisano e i tanti Fulvio Lucisano che hanno fatto grande il nostro cinema”. (di Lucrezia Leombruni)