Un oggetto semplice, di uso comune, che si trasforma in arte. Un elemento della vita di tutti i giorni che cambia natura. La giovane artista romana Noemi Martinelli ha trasformato i bottoni, “un oggetto che vediamo ovunque”, in un “simbolo di vuoto e di libertà”. Un simbolo che, nelle sue opere, si è fatto arte: da questa intuizione, infatti, sono nati alcuni quadri che Martinelli ha esposto ad Ostia nella mostra collettiva ‘Respiro del colore’ allestita nella Galleria Ess&rrE.
“Ho pensato – dice l’artista – alla funzione del bottone e quanto sia significativo aprire e chiudere, abbottonare o sbottonare, le interpretazioni sono infinite”. Da qui, l’artista sottolinea che, nella sua visione, “le opere grandi rappresentano la chiusura con colori freddi”. Le donne che ritrae in questo senso hanno “capelli raccolti”. L’idea dell’apertura, invece, è rappresentata “dai colori caldi e dai capelli liberi”. Ma c’è anche un “un’interpretazione intermedia, la mia preferita: i bottoni qui si intrecciano ai capelli dei soggetti, come rappresentazione dell’apertura e chiusura.” Nelle opere più piccole – spiega ancora l’artista – invece ho cercato di rendere ancora più concreto il messaggio del bottone come simbolo di vuoto e libertà (opera con i colori caldi) oppure come strumento per coprirsi dalla vergogna (l’opera con i colori freddi).
Oltre alle opere principali, racconta, “realizzo anche dei bracciali a tema. Amo usare i bottoni come accessori” dando vita a “bracciali fatti di bottoni liberi che perdono la loro ‘funzione’ per diventare arte, proprio come in queste opere. Non per forza tutto deve avere una funzione, non tutto nasce per essere utile. Vedere questi bottoni incastrati su indumenti e persi tra la stoffa, oppure dimenticati in qualche cassetto, mi ha fatto pensare che meritavano di essere arte”.