Per il presidente e capogruppo del Ppe Manfred Weber (Csu), l’Ue “deve istituire rapidamente centri di rimpatrio in Africa”. Lo scrive lo stesso dirigente politico, in un intervento pubblicato oggi dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, a proposito della crisi migratoria vissuta dall’exclave spagnola di Ceuta, che il politico bavarese considera “frutto di azioni nazionali unilaterali”.
Esattamente come quando “Alexis Tsipras era primo ministro greco”, afferma Weber, oggi assistiamo “a come i segnali politici del governo spagnolo di Pedro Sánchez abbiano un impatto diretto sulle rotte migratorie”. Weber sottolinea, tra l’altro, che “grazie all’accordo Ue-Tunisia, la migrazione illegale attraverso questa via è diminuita di oltre il 90% dal 2023”.
Dopo aver ricordato che il pacchetto sulla migrazione e il nuovo regolamento sui rimpatri “hanno ora forza di legge”, chiede una rapida attuazione del patto: “Alla prossima riunione ordinaria del Consiglio Europeo, serve un piano di attuazione vincolante, con responsabilità chiare, scadenze precise e obiettivi verificabili”.
Allo stesso tempo, per Weber “Ceuta ha dimostrato che una stretta cooperazione con gli Stati vicini può funzionare. Il Marocco ha immediatamente riaccolto i migranti. Nessuno è entrato nell’area Schengen”. Chiede poi che la Commissione offra ai Paesi che collaborano sui centri di rimpatrio “solidi rapporti commerciali, cooperazione economica e un sistema migratorio legale”. E proclama che “i migranti senza diritto di soggiorno devono lasciare l’Europa, senza se e senza ma”.
Secondo Weber, poi, i controlli alle frontiere interne all’Europa “possono essere necessari in situazioni eccezionali”, ma “non affrontano la causa principale del problema”. Perché, ragiona, “ogni guardia di frontiera schierata a una frontiera interna è assente dove si difende la sicurezza dell’Europa: alle frontiere esterne comuni”. Pertanto, “può esserci una sola risposta: una forte e comune protezione delle frontiere esterne europee”.
Per questo motivo, Weber chiede un deciso rafforzamento di Frontex, con “50mila agenti” per garantire “la sicurezza delle frontiere esterne dell’Ue”. Di più: per Weber, “se le autorità nazionali non sono disposte a proteggere le nostre frontiere, Frontex deve ricevere il comando”. Secondo Weber, “Ceuta è stata una prova di resistenza per l’Europa. Ora l’Europa deve dimostrare di comprendere la lotta contro l’immigrazione clandestina come una responsabilità condivisa”.