HomeSpettacoloCinemaInternational Scledum Film Festival 2026: i vincitori della seconda edizione a Schio

International Scledum Film Festival 2026: i vincitori della seconda edizione a Schio

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Un cortometraggio iraniano ha conquistato il premio principale della seconda edizione dell’International Scledum Film Festival, chiusasi a Schio con la cerimonia di premiazione che ha incoronato i migliori lavori del concorso internazionale. Quattro giorni di cinema, costume e riflessione sulla mente umana hanno trasformato la città vicentina in un crocevia tra produzione audiovisiva, artigianato tessile e cultura contemporanea.

A New Day del regista iraniano Darius Rezaei si è aggiudicato il premio come Miglior Cortometraggio. Il riconoscimento per il Miglior Cortometraggio Sperimentale è andato a I Dead to Irpin della regista ucraina Anastasia Falileieva, mentre il premio per i Migliori Costumi è stato assegnato a Fiabetix di Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli. La giuria ha inoltre attribuito una Menzione Speciale a Velocità di fuga di Andrea Belcastro. Il Premio del Pubblico è andato a Due, scritto e diretto da Lisa Riccardi, già sceneggiatrice di Due cuori e due capanne di Massimiliano Bruno.

Valeria Golino e il corto per Fendi in prima visione

La serata conclusiva ha ospitato la proiezione fuori concorso di Tutti giù per terra di Marco Simon Puccioni e, in prima visione per il pubblico del festival, Love Monster, il cortometraggio realizzato da Valeria Golino per Fendi con Pietro Castellitto e Leila George. Un lavoro che ha confermato il dialogo sempre più stretto tra cinema e moda.

Proprio Valeria Golino era stata protagonista di uno degli incontri più seguiti dell’edizione, dedicato a Come il vento: insieme al regista Marco Simon Puccioni e al produttore Giampietro Preziosa, l’attrice ha raccontato il lavoro sul film ispirato alla figura di Armida Miserere, offrendo al pubblico una riflessione sul valore civile del cinema.

I Premi Speciali alle Eccellenze Venete nel Mondo

Nel corso della manifestazione sono stati assegnati i Premi Speciali alle Eccellenze Venete nel Mondo, riconoscimenti dedicati a personalità che hanno contribuito a promuovere il talento veneto a livello internazionale. A riceverli la costumista Catherine Buyse, il soprano Katia Ricciarelli, il free climber Tom Perry, la modellista e creativa Venucia De Russi e il designer Paolo Gnutti.

Momento di grande intensità è stata la partecipazione di Emanuela Carniti, figlia di Alda Merini, intervenuta in occasione del Premio alla Memoria dedicato alla poetessa. Sofia D’Elia, che ha interpretato la Merini nel film tv a lei dedicato, ha letto la poesia A tutti i giovani raccomando. Lo spettacolo itinerante Nei pensieri di Alda, realizzato dalla Compagnia Schio Teatro 80, aveva già trasformato il centro storico in un percorso teatrale dedicato alla poetessa milanese.

Il programma: dalla salute mentale al costume cinematografico

L’edizione 2026, dedicata al tema della Mente Umana, ha proposto un programma che ha intrecciato fragilità, resilienza e inclusione attraverso linguaggi differenti. Tra le opere più apprezzate dal pubblico figurano Lasciateci perdere di Niccolò Ferrero, dedicato alla Nazionale italiana di calcio a cinque per non vedenti, e Le Farfalle della Giudecca di Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli, con la voce narrante di Ottavia Piccolo, racconto del percorso di rinascita delle detenute del carcere femminile veneziano. Il Principe della Follia di Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico, ha affrontato con grande umanità il tema della salute mentale.

Grande riscontro hanno ottenuto le sfilate curate da Tramando Creazioni Sartoriali ed Eliodora Barolli, che hanno celebrato il costume cinematografico attraverso personaggi iconici del grande schermo. La mostra del maestro Stefano Nicolao ha esposto costumi originali realizzati per produzioni internazionali come Elizabeth, Marco Polo e Farinelli, insieme alle riproduzioni degli abiti indossati da Florinda Bolkan, collegata da remoto per ricevere un premio speciale. Apprezzata anche la mostra Il mondo di Leo del giovane artista autistico Leonardo Ottoni.

Tra gli appuntamenti più partecipati la masterclass del maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti, affiancato dal figlio Michelangelo, e gli incontri professionali sui temi del tax credit e della distribuzione dei cortometraggi. Presentati inoltre Il protagonista di Fabrizio Benvenuto, Tria Fata con l’attore Mark Grosy — volto della serie Sandokan — e R.I.P. dei registi Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis.

Il festival guarda al 2027

La seconda edizione dell’International Scledum Film Festival conferma che Schio può essere un punto di riferimento nel panorama culturale e cinematografico regionale, afferma Barbara Corzato, vicesindaca e assessore alla Cultura del Comune di Schio. Questo risultato è il frutto della passione e della professionalità degli organizzatori, del sostegno dei partner e della capacità di fare rete.

Il direttore artistico Alessandro Carrieri sottolinea come il festival sia cresciuto oltre le aspettative: Un anno fa avevamo una visione; oggi possiamo dire di aver posto basi solide per un festival che sta crescendo molto più rapidamente di quanto immaginassimo. Per il co-organizzatore Filippo Dorigato, il legame con il territorio è centrale: Parlare di costume cinematografico a Schio significa anche valorizzare una città che ha costruito la propria storia sull’eccellenza tessile e manifatturiera.

Il festival si è chiuso con il gemellaggio internazionale con l’International Sound & Music Film Festival di Varaždin e con il cine-concerto dei fratelli Zattera dedicato all’instabilità mentale. L’appuntamento è al 2027 con la terza edizione.

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