Pippa Ehrlich, regista premio Oscar per My Octopus Teacher, è la grande protagonista della 29ª edizione del Gran Paradiso Film Festival. Sabato 1° agosto, alla Maison de la Grivola di Cogne, le è stato consegnato il Legacy Award 2026, il riconoscimento che la manifestazione riserva a chi ha saputo trasformare il cinema naturalistico in strumento di consapevolezza e cambiamento.
Non è stato l’unico premio della serata per la regista sudafricana. Il pubblico — protagonista tradizionale delle votazioni del festival — ha assegnato a Pangolin: Kulu’s Journey, suo ultimo lavoro, sia lo Stambecco d’Oro che lo Stambecco d’Oro junior. Un doppio riconoscimento che racconta il legame diretto tra la sala e un cinema capace di parlare della natura senza retorica.
Il pubblico premia Pangolin e For Deer Life
La giuria del pubblico ha completato le proprie assegnazioni con il premio CortoNatura, andato a For Deer Life della giovane regista austriaca Yaz Ellis. Tre premi su tre decisi dagli spettatori, a conferma di una formula che distingue il Gran Paradiso Film Festival nel panorama dei festival dedicati alla natura.
I premi della giuria tecnica
La giuria tecnica ha distribuito sei riconoscimenti tra opere di diversa provenienza e formato. Il premio per il miglior cortometraggio è andato a Elephant in the Room di Jura Bakx. Il Premio Fondazione Orestiadi di Gibellina ha premiato Pelagos, voyage au large de la Méditerranée di Frédéric Larrey e Thomas Roger, mentre la menzione speciale è stata assegnata a 2000 jours au Paradis di Véronique, Anne ed Erik Lapied.
Tre ulteriori premi hanno riconosciuto eccellenze specifiche: la migliore immagine a Le Chant des forêts di Vincent Munier, il miglior sguardo scientifico a Orchids: Darwin’s Conundrum di Thomas Cassar, la migliore sceneggiatura a Escargot, le grand voyage du petit-gris di Lucas Allain e Basile Gerbaud.
Chi è Pippa Ehrlich
Pippa Ehrlich ha vinto l’Oscar per il miglior documentario nel 2021 con My Octopus Teacher, film che ha ridefinito i confini del racconto naturalistico portando sullo schermo il rapporto tra un uomo e un polpo nelle acque della costa sudafricana. Con Pangolin: Kulu’s Journey ha scelto un altro animale a rischio di estinzione come protagonista, confermando una poetica coerente: la natura osservata da vicino, con pazienza e rispetto, come via per comprendere il mondo.
Il Legacy Award 2026 le è stato conferito per aver coniugato eccellenza artistica e impegno civile, contribuendo — secondo la motivazione del festival — a rafforzare il legame tra l’essere umano e il mondo naturale.