HomeUltima OraIncendi: Procura Termini Imerese apre inchiesta, 'danni per milioni di euro'

Incendi: Procura Termini Imerese apre inchiesta, ‘danni per milioni di euro’

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La Procura di Termini Imerese (Palermo), come apprende l’Adnkronos, ha aperto una inchiesta, al momento contro ignoti, sugli incendi divampati ieri nella zona industriale. Fino a poche ore fa, continuavano a bruciare alcuni capannoni delle aziende coinvolte nell’incendio di ieri. Sono sette le attività danneggiate dalle fiamme. Si tratta di depositi, officine meccaniche e nautiche. I vigili del fuoco hanno lavorato per più di 24 ore per spegnere le fiamme in alcuni locali difficili da raggiungere. La Procura diretta dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo ha aperto un fascicolo, al momento, contro ignoti, per incendio. Questa mattina c’è stato un briefing in procura per fare il punto. Al momento i danni sono ancora ancora quantificabili, ma si tratta di diversi milioni di euro.

La Cna Sicilia ha lanciato “un appello urgente al governo regionale e nazionale: dichiarare lo stato di crisi e di emergenza regionale per gli incendi che stanno devastando l’Isola e attivarsi per ottenere lo stato di calamità naturale”. “I roghi – afferma in una nota la Cna Sicilia – stanno mandando in fumo non solo boschi e patrimonio ambientale, ma anche attività produttive, posti di lavoro e la tenuta sociale di intere comunità in tutte le province della Sicilia. L’ultimo drammatico episodio si è verificato ieri a Termini Imerese, dove un incendio di vaste dimensioni ha distrutto i capannoni di diverse aziende, causando danni stimati in diversi milioni di euro. Un colpo durissimo per un’area che negli ultimi decenni ha già subito gli effetti di una grave crisi industriale”. “La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano – dichiara Filippo Scivoli, presidente Cna Sicilia – chiediamo al presidente della Regione e al governo di ascoltare il grido di dolore che arriva dai territori e di agire ora. La dichiarazione dello stato di calamità e lo stanziamento dei fondi devono essere la priorità assoluta delle prossime ore. Le nostre imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di chiudere per sempre se lasciate sole”. “Oltre ai fondi, serve un metodo – aggiunge Piero Giglione, segretario Cna Sicilia – è fondamentale sedersi subito a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Protezione civile, Anci, e le organizzazioni imprenditoriali. Dobbiamo definire insieme criteri chiari, snellire le procedure, evitare che la ricostruzione si perda in mille rivoli”.

Intanto, il Distretto Meccatronica Sicilia ha espresso “profonda vicinanza e solidarietà alla Tecnimpianti che è stata lambita dalle fiamme del vasto incendio che ieri ha interessato l’area industriale di Termini Imerese”. “Fortunatamente – si legge in una nota – la Tecnimpianti non ha riportato danni e, già da domani, potrà riprendere regolarmente le proprie attività produttive. Una notizia che rappresenta un importante segnale di speranza in un contesto che ha invece visto altre imprese subire conseguenze significative”. “A nome di tutti gli aderenti al Distretto Meccatronica Sicilia – dichiara il presidente Antonello Mineo – desidero esprimere la nostra più sincera solidarietà a tutte le aziende che hanno subito danni. Il tessuto produttivo dell’area industriale di Termini Imerese rappresenta un patrimonio strategico per l’economia siciliana e oggi più che mai è necessario fare squadra per favorirne una rapida ripartenza. Il Distretto Meccatronica Sicilia è pronto a mettere a disposizione competenze, relazioni e strumenti di collaborazione per sostenere le imprese in questa fase delicata”. Il presidente Mineo rivolge inoltre “un sentito ringraziamento ai vigili del fuoco, alla Protezione civile e a tutti gli uomini e le donne impegnati nelle operazioni di soccorso, che con professionalità, coraggio e spirito di servizio hanno lavorato senza sosta per contenere il rogo, limitare i danni e garantire la sicurezza del territorio”. “Il loro intervento – conclude Mineo – è stato determinante per evitare conseguenze ancora più gravi. A tutti loro va la nostra più profonda riconoscenza”.

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