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Bruxelles: gruppo esperti sull’IA e nuove norme per la qualità del lavoro

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La Commissione Europea ha annunciato oggi la creazione di un gruppo di esperti per analizzare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. E’ una delle misure incluse nella revisione della sua strategia sociale, che prevede anche una legge sulla qualità del lavoro entro la fine dell’anno, nuove iniziative per affrontare il costo della vita e azioni per ridurre le disuguaglianze.

La Commissione ha inserito queste azioni tra le priorità del suo rinnovato impegno per il Pilastro europeo dei diritti sociali, che si concentra su tre aree: migliorare l’accessibilità economica dei beni e servizi essenziali, gestire gli effetti dell’Ia sull’occupazione e ridurre le disuguaglianze attraverso misure come il sostegno alle Pmi nell’attuazione della Direttiva sulla trasparenza salariale.

In particolare, Bruxelles prevede che la futura legge aggiornerà le norme europee in materia di tutela dei lavoratori, tenendo conto anche della competitività delle imprese. Esplorerà inoltre nuovi indicatori per misurare la qualità del lavoro, la povertà e l’accessibilità economica nell’Unione Europea.

La Commissione avvierà inoltre una consultazione con le parti sociali, come associazioni di categoria e organizzazioni imprenditoriali, sulle possibili misure per agevolare l’accesso al lavoro per le persone che incontrano notevoli ostacoli all’ingresso nel mercato del lavoro, comprese le disuguaglianze di genere.

Secondo l’esecutivo Ue, agevolare la transizione dall’inattività all’occupazione non solo aumenterebbe la partecipazione al mercato del lavoro, ma contribuirebbe anche a ridurre la povertà e l’esclusione sociale e a rafforzare la competitività.

In ambito tecnologico, Bruxelles istituirà un gruppo di esperti per studiare le conseguenze dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e prevede di aiutare le aziende a introdurre in modo responsabile strumenti di gestione algoritmica.

La Commissione riconosce che la rapida adozione dell’Ia può favorire l’innovazione, la produttività, l’apprendimento e la crescita, ma avverte che solleva anche interrogativi sul futuro del lavoro, delle competenze professionali, dell’istruzione, dell’inclusione sociale e dei servizi pubblici.

“Ora che l’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro, aumentando il costo della vita e aggravando le disuguaglianze, dobbiamo rinnovare il nostro impegno verso i principi del Pilastro sociale. Riaffermiamo il nostro impegno per un’Europa sociale che prepari le persone al cambiamento, le protegga dai nuovi rischi e crei opportunità per tutti”, ha dichiarato Roxana Minzatu, vicepresidente della Commissione per i diritti sociali e il lavoro.

Il piano prevede anche un sostegno specifico, in particolare per le piccole e medie imprese, per l’attuazione della direttiva sulla trasparenza salariale, nonché una futura strategia denominata “diritto di soggiorno“, attraverso la quale Bruxelles mira a facilitare ai cittadini la possibilità di vivere dove desiderano.

La Commissione prevede inoltre di presentare un accordo europeo sull’assistenza per affrontare la carenza di personale nel settore dell’assistenza a lungo termine, adottare una strategia per l’istruzione e la formazione professionale e sviluppare una nuova strategia europea per i giovani.

Queste misure rientrano nel quadro del Pilastro europeo dei diritti sociali, adottato nel 2017 e composto da venti principi relativi alle pari opportunità, a condizioni di lavoro eque e alla protezione sociale.

L’Ue mantiene l’obiettivo per il 2030 di raggiungere un tasso di occupazione del 78%, rispetto all’attuale 76,3%, e di garantire che il 60% degli adulti partecipi ad attività formative ogni anno, una percentuale che attualmente si attesta al 39,5%.

Si propone inoltre di ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale rispetto al 2019, sebbene la riduzione finora conseguita sia di 3,5 milioni, secondo i dati pubblicati dalla Commissione stessa.

Nella sua valutazione a partire dal 2017, Bruxelles evidenzia che la povertà tra gli occupati è diminuita dal 9,6% nel 2016 all’8,3% nel 2025, che dieci milioni di persone hanno ricevuto formazione attraverso il Patto per le competenze e che 185mila lavoratori di venti Paesi hanno ricevuto sostegno per il reinserimento nel mercato del lavoro tramite il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

Inoltre, la Commissione riferisce che dal 2013 63 milioni di giovani hanno trovato lavoro, iniziato tirocini o corsi di formazione professionale, oppure proseguito gli studi grazie alla Garanzia per i giovani, mentre 2,5 milioni di apprendistati sono stati completati nell’ambito del Partenariato europeo per l’apprendistato.

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