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Mostra sull’Appennino a Bedonia: 100 pannelli e sette secoli di sguardi sulla montagna dimenticata

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L’Appennino ha sempre fatto da sfondo. Nei dipinti di Correggio e Parmigianino i suoi crinali comparivano dietro Madonne e santi, quinta silenziosa di scene sacre, mai protagonisti. Per sette secoli nessuno ha pensato di guardarlo davvero. Dal 1° al 30 agosto, a Bedonia, in provincia di Parma, una mostra prova a colmare questa distrazione plurisecolare.

Paesaggio Appennino – Passato e presente, allestita nel Seminario Vescovile di via Don Stefano Raffi, è la prima grande retrospettiva dedicata al paesaggio appenninico. Cento pannelli, sette secoli di fonti e immagini, un percorso che va da Boccaccio alle fotografie contemporanee. L’inaugurazione è sabato 1° agosto alle 18:30. L’ingresso è libero.

Sette secoli di sguardi, da Boccaccio ai musei nazionali

La mostra è curata da Andrea Greci, che dirige anche La Rivista, la pubblicazione nazionale del Club Alpino Italiano. Il percorso espositivo si apre con le fonti medievali, che descrivevano l’Appennino come luogo inospitale e boscoso, e avanza attraverso i secoli con una logica precisa: mettere a confronto la rappresentazione artistica con la realtà geografica.

I pannelli dedicati a Correggio mostrano i crinali appenninici sullo sfondo delle grandi tele sacre e li confrontano, uno a uno, con le montagne reali. Seguono le mappe storiche tra Seicento e Ottocento, i resoconti dei viaggiatori e degli scienziati che dal Settecento in poi hanno documentato boschi, fauna, clima e popolazioni di queste valli. C’è anche un’immagine che mostra i vigneti un tempo diffusi nell’Alta Val Taro, oggi quasi scomparsi. Le riproduzioni fotografiche delle opere d’arte provengono da alcuni tra i musei più importanti d’Italia: da Capodimonte agli Uffizi, dalla Pinacoteca di Brera ad altri poli museali nazionali.

Un progetto del CAI Parma per i 150 anni del sodalizio

La mostra è stata realizzata dalla Sezione di Parma del Club Alpino Italiano per celebrare i 150 anni di storia del sodalizio, fondato nel 1875. Non è la prima tappa del suo itinerario: inaugurata circa un anno fa a Palazzo Pigorini, a Parma, ha già toccato diverse città. Dopo Bedonia, a settembre, sarà la volta di Borgotaro.

A portarla in Alta Val Taro è stata la collaborazione tra il CAI Parma, il Comune di Bedonia e il Seminario Vescovile. Il progetto è sostenuto anche dal Comune di Parma, dal Parco nazionale tosco-emiliano e dai Parchi del Ducato.

Portare la mostra in Alta Val Taro, nell’anno dei nostri centocinquant’anni, significa restituire alla montagna una parte del lavoro che facciamo da generazioni per raccontarla, afferma Gian Luca Giovanardi, presidente della Sezione di Parma del CAI.

Soddisfatto anche il sindaco di Bedonia, Gianpaolo Serpagli: Ospitare questa mostra nel Seminario Vescovile è un modo per ricordare a tutti che il nostro Appennino non è mai stato un margine, ma un luogo che ha sempre avuto qualcosa da dire. Bastava qualcuno disposto ad ascoltarlo.

Orari, ingresso e catalogo

La mostra è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00. La domenica e nei giorni festivi l’orario è ridotto: dalle 9:30 alle 12:30. L’ingresso è gratuito.

A corredo dell’esposizione è disponibile un catalogo edito dalla Sezione di Parma del CAI, con immagini e saggi. Informazioni su www.turismovaltaro.it.

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