HomeCulturaArteMiserere a Burano: quando l'altare vuoto diventa una mostra sulla fragilità umana

Miserere a Burano: quando l’altare vuoto diventa una mostra sulla fragilità umana

- Advertisement -

Ogni estate, le reliquie di Santa Barbara lasciano la cappella di Burano per essere trasferite a Roma. L’altare rimane vuoto. Da questa assenza — fisica, simbolica, spirituale — nasce Miserere, la mostra che Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio aprono il 1° agosto nell’Oratorio di Santa Barbara, a pochi passi da Piazza Baldassarre Galuppi. La mostra resterà aperta fino al 6 settembre 2026.

Il progetto è curato da BAC – Burano Arte Contemporanea, collettivo fondato da Silvia Rossi e Mauro Nardin insieme agli stessi artisti. Il titolo richiama l’antica invocazione latina Miserere fragilitatis nostrae — abbi pietà della nostra fragilità — ma ne rovescia la direzione: non una supplica al divino, bensì un appello laico a chi guarda. La pietà come esercizio civile, non come devozione.

Un ponteggio nel cuore della cappella

La Cappella di Santa Barbara non è solo la sede della mostra: entra nell’opera. Un ponteggio edile attraversa lo spazio sacro e diventa il supporto fisico delle installazioni, ma anche metafora di una misericordia sempre in costruzione — processo fragile, quotidiano, mai definitivo.

Le sculture di Tagliapietra affrontano il tema dell’infanzia negata con un linguaggio diretto e senza attenuanti. Un bambino con il giubbotto di salvataggio stringe il corpo del proprio furetto morto durante un’alluvione. Un piccolo migrante indossa guantoni da boxe con i colori della bandiera statunitense, simbolo della lotta per il diritto a una casa e a una scuola. Una bambina salta una corda che termina in un cappio, il volto coperto da un sacco: il linguaggio del gioco si trasforma in evocazione della condanna a morte.

I dipinti allargano lo sguardo alle contraddizioni della società contemporanea. L’ingordo ritrae una figura umana aggrappata al ventre di una mucca, metafora di un consumismo insaziabile. La zattera rielabora il celebre dipinto di Théodore Géricault: il naufragio collettivo diventa un ammasso di corpi adagiati sul comfort di una poltrona domestica, immagine di chi osserva le tragedie del presente senza lasciarsi coinvolgere. Tra le altre opere, The Rabbit — ispirata all’aggressione subita da una performer durante la Fiera del Giocattolo di Roma — e un dipinto dedicato a una bambina che ruba un gelato indagano la sottile linea tra colpa e bisogno.

Il video di Mariarosa Vio al cimitero di San Michele

Uno spiraglio di speranza emerge nell’opera My Love: un tossicodipendente si china a raccogliere un fiore, gesto minimo che suggerisce come anche nella marginalità più estrema l’essere umano conservi la capacità di riconoscere la bellezza.

Il percorso espositivo è attraversato dal video performativo Miserere Domini di Mariarosa Vio. L’artista, vestita di nero sulla soglia del cimitero monumentale di San Michele a Venezia, accompagnata dal suono volutamente ferito di un violino, diffonde negli ambienti della cappella qualcosa a metà tra un lamento e una preghiera laica. L’invito è a non lasciare invisibile il dolore dell’altro.

Il duo artistico, che vive e lavora a Burano, ha presentato nel maggio 2026 il video In Human We Trust al Salon Présidentiel dell’Università Sorbona di Parigi, nell’ambito del progetto Island’s Rarities. Tra le esposizioni recenti figurano la Biennale di Messina 2025 e diverse mostre in Italia, Slovenia, Giappone, Danimarca e Inghilterra.

Arte contemporanea sull’isola dei merletti

BAC nasce dal desiderio di creare a Burano uno spazio dedicato all’arte contemporanea e alla riflessione culturale, in dialogo con il territorio e la sua comunità. In un luogo segnato dai flussi turistici, il collettivo propone un tempo diverso: ascolto, incontro, approfondimento.

Miserere chiede allo spettatore un gesto semplice e radicale: riconoscere l’umanità dell’altro. In un momento in cui il dolore rischia di diventare immagine da consumare, la mostra invita a fare la cosa più difficile. Continuare a guardare.

L’inaugurazione è il 1° agosto alle ore 19. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18. Informazioni su www.andreatagliapietra.it.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Most Popular

- Advertisement -

Recent Comments