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Vacanze e benessere mentale: 1 italiano su 3 torna dalle ferie meno ricaricato di quanto sperava

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Il 76,8% degli italiani si sente emotivamente meglio in vacanza rispetto al resto dell’anno. Eppure quasi 1 su 3 torna dalle ferie meno ricaricato di quanto sperava, o addirittura peggio di prima. È il paradosso al centro della nuova ricerca di Unobravo, servizio di psicologia online, che fotografa il rapporto degli italiani con le vacanze estive e il benessere mentale.

I dati, raccolti su un campione di 1.271 pazienti tra il 15 e il 23 giugno 2026, raccontano un cortocircuito: le vacanze sono percepite come il momento migliore dell’anno per stare bene con se stessi, ma sempre più spesso non bastano — o non arrivano. Quasi 1 italiano su 3 (28,6%) quest’estate non farà vacanze vere e proprie. Tra i single la quota sale al 41,3%, quasi il doppio rispetto a chi è in coppia (21,6%).

Staccare dal lavoro: l’obiettivo più cercato, e più difficile da raggiungere

Quando si chiede agli italiani cosa cerchino davvero in vacanza, la risposta più frequente non è il riposo fisico né il tempo con le persone amate. È staccare mentalmente dal lavoro, indicato dal 41,6% degli intervistati, davanti al recupero delle energie fisiche (31,4%) e al bisogno di non pensare a niente (27,5%).

Un’aspirazione che per molti resta tale. Il 22,6% degli intervistati dichiara che staccare dal lavoro durante le ferie è diventato più difficile rispetto a qualche anno fa. Il 17,5% afferma di non riuscirci davvero: fatica molto o lavora anche durante le vacanze.

Il costo psicologico prima ancora di partire

Per molti le vacanze pesano già prima di iniziare. Il 66,3% degli intervistati dichiara che l’aspetto economico incide almeno abbastanza sul proprio livello di stress nell’organizzarle. Per 1 su 4 (25,2%) è la preoccupazione principale.

Una volta partiti, il sollievo convive spesso con il senso di colpa. Solo il 40,8% dichiara di non averne mai provato. Tra i motivi più citati: spendere per sé stessi (22,0%), non essere abbastanza presenti con chi si ha vicino (20,3%), non riuscire a staccare dal lavoro (19,3%), non tornare a trovare la famiglia di origine (17,1%).

I dati mostrano un meccanismo che osserviamo spesso nella pratica clinica: quando il benessere viene concentrato in una finestra temporale molto ristretta, l’aspettativa che la vacanza debba risolvere un anno di stress può diventare essa stessa una fonte di pressione, commenta Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo. Aggiunge che il bisogno di staccare dal lavoro, che emerge come obiettivo principale ancora prima del riposo fisico, racconta quanto sia diffusa la fatica di reggere un anno intero senza margini di recupero distribuiti nel tempo.

Single e coppie: due esperienze diverse dello stesso bisogno

I dati raccontano due vissuti distinti. Chi è in coppia si sente molto meglio in vacanza nel 40,7% dei casi; tra i single la quota scende al 30,9%, e sale invece al 17,9% la percentuale di chi si sente meno bene, perché la routine garantisce più stabilità.

Le priorità divergono nello stesso modo. I single userebbero le vacanze soprattutto per ritrovare se stessi (19,7%, contro il 10,9% di chi è in coppia) e per non pensare a niente (32,5% contro 25,8%): un uso più introspettivo del tempo libero. Chi è in coppia punta invece a rafforzare il legame con il partner (29,7%), vivendo la vacanza come investimento relazionale. Anche lo stress economico pesa diversamente: il 28,3% dei single lo indica come preoccupazione principale, contro il 23,2% di chi è in coppia.

Libertà e fuga: le due parole che raccontano l’estate degli italiani

Alla domanda di descrivere le vacanze con una sola parola, la scelta più frequente è libertà (37,8%). La seconda è fuga (21,6%). Prima ancora di essere un’esperienza positiva da vivere, per molti le vacanze sembrano la via d’uscita da qualcosa.

È il sottotesto che Unobravo ha scelto di rendere visibile nella nuova campagna affissioni lanciata a Milano, con il claim Il tuo benessere mentale merita più di due settimane all’anno. L’idea creativa parte dalle stesse frasi che ogni estate riempiono i social — non torno più, modalità aereo ON, lasciatemi qui — per fare una domanda diversa: perché il benessere mentale deve aspettare la pausa estiva?

La risposta, nei dati della ricerca, è già scritta. Il 34,1% di chi è tornato dalle vacanze nell’ultimo anno si è sentito meno ricaricato di quanto sperava. Non è una minoranza: è la prova che il meccanismo vacanza-uguale-recupero non funziona automaticamente per tutti, e che due settimane all’anno non bastano a compensare dodici mesi senza spazio per il proprio equilibrio psicologico.

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