Se venissero confermati i rumors di un’uscita della presidente Bce, Christine Lagarde, la poltrona dell’Eurotower potrebbe andare ad un esponente ‘frugale’, ma non troppo, chiamato a guidare l’istituto verso l’ineludibile completamento del mercato Ue dei capitali con annesso debito unico. In un’intervista all’Adnkronos, Carlo Altomonte, prorettore alla Sda Bocconi, prova a immaginare un post-Lagarde, sulla scia delle indiscrezioni di una possibile discesa in campo dell’ex ministro delle Finanze francese per l’Eliseo.
“Bisogna vedere se è vero che Christine Lagarde ha deciso di dimettersi in anticipo – premette Altomonte – anche se questa cosa era un po’ nell’aria nei circoli di policy maker di Bruxelles, perché si diceva che sicuramente se vi fosse stata necessità di una figura europeista e aggregatrice, fuori dal circolo politico noto francese e che quindi potesse riaggregare il voto moderato in chiave di integrazione europea, sicuramente lei sarebbe stata una figura interessante come candidata”. Di certo “lei ha già avuto esperienze politiche – rileva l’economista – e non ha mai nascosto le sue ambizioni politiche e anche nella gestione del mandato alla Bce è sempre stata molto attenta e bilanciata verso le esigenze sociali, ambientali e quindi ci può stare”.
Sull’eventuale toto-poltrona il candidato al momento più accreditato sembra essere Klass Knot, ex governatore della Banca centrale olandese (De Nederlandsche Bank) e membro di lungo corso del Consiglio direttivo della Bce. “L’ho incontrato due mesi fa a Milano, è un candidato molto competente, è un tecnico olandese che è passato, nel tempo, da posizioni molto nordiche, austere e anti-debito comune a posizioni molto più europeiste e più aperte a ipotesi di debito comune” e che “potrebbe anche fare da contrappeso a candidati ‘mediterranei’ dell’Italia, prima, con Mario Draghi e poi della Francia con Lagarde.”
Inoltre, con Knot si darebbe un’alternanza grande paese-piccolo paese. Se l’Olanda non avesse la meglio, visto che ha già dato i natali al primo presidente Bce Wim Duisemberg, un altro candidato possibile potrebbe essere il banchiere centrale svedese Olli Rhen o il governatore Bundesbank Joachim Nagel. Spagna esclusa invece dai giochi perchè con Nadia Calviño ha già la presidenza della Banca europea degli investimenti. A ogni modo su quale sarà la visione futura della Bce ormai appare inevitabile, anche per i paesi tecnicamente austeri, “procedere con l’integrazione del mercato dei capitali con la creazione di un safe asset europeo, quindi con debito unico”, dei titoli sicuri per dare stabilità al mercato finanziario europeo, osserva Altomonte. E per i paesi frugali la strada migliore sarebbe la trasformazione di parte del debito nazionale esistente in debito europeo, e non nuovo debito, per mettere “un argine al rischio di trovari in mezzo tra i sistemi di pagamento americani, da un lato, e il digital Yuan, dall’altro”; da qui anche l’accelerazione “sul progetto di euro digitale“, prosegue il prorettore Sda.
Nuove strette di politica monetaria all’orizzonte? “Paradossalmente il tema tassi resta quasi sullo sfondo davanti alle sfide geopolitiche che abbiamo davanti e nella misura in cui comunque tecnicamente la Banca centrale europea ha ormai mostrato ampia capacità di gestire anche crisi energetiche come quella per la guerra in Ucraina riuscendo a riportare l’inflazione molto velocemente al target”, conclude Altomonte. (di Luana Cimino)