“Questo atteggiamento remissivo non paga” – aggiunge – “anzi è un invito a nozze per Trump, che continua a trattarci come se fossimo una sua colonia. Questo copione lo abbiamo visto a Gaza, in Libano, in Venezuela, sulle spese militari, sul costo dell’energia, sulla webtax e la minimum tax: non c’è un singolo dossier in cui gli Stati Uniti non abbiano dettato l’agenda all’Ue”.
“Se la presidente della Commissione Europea non è in grado di farsi rispettare, allora forse è meglio che si faccia da parte. I cittadini non possono pagare il conto di leader sottomessi”, conclude.