(Adnkronos) – Le stanno mettendo a dura prova la solidità del Gruppo Stellantis, le ambizioni di vendita della Nuova 500, circa 100.000 unità l’anno, non hanno trovato un adeguato riscontro tra il pubblico, ciò ha comportato una rivisitazione dei piani e delle strategie da parte del colosso automobilistico. Produzione pressoché dimezzata, Cassa integrazione per quasi due mesi e turni fermi, questa la situazione che si paventa durante il mese di marzo per il sito produttivo di Mirafiori.  Nei giorni scorsi era stato proprio il CEO Stellantis, Tavares, a chiedere al Governo un sostegno serio e duraturo: “Senza sussidi all’auto elettrica, Mirafiori e Pomigliano sono a rischio tagli”. Una dichiarazione a cui è seguita una pronta risposta del Governo Meloni, che chiede ancora una volta la centralità dell’Italia nella produzione di automobili.  Una serie di incontri istituzionali, dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, all’ambasciatore americano in Italia, Jack Markel.
 Presente nella sua fitta agenda di appuntamenti anche un incontro con il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta.  Elkann secondo le prime indiscrezioni, avrebbe ribadito la volontà di portare in atto i progetti in corso, smentendo categoricamente l’ipotesi di una fusione con il Gruppo Renault.
 Nel frattempo, i sindacati sono sul piede di guerra, i segretari generali di Fim Cisl, Fiom Cgl e Uilm, hanno chiesto un incontro con Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy ed Elvira Calderone, Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali.
 —motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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