HomeViaggiQuella “cittaduzza di sapore orientale”

Quella “cittaduzza di sapore orientale”

[oblo_image id=”1″]L’originale posizione geografica e la particolare architettura delle costruzioni di Scanno hanno rapito l’attenzione degli scrittori di fine Ottocento. Il paesaggio pittoresco che si ammira intorno al paese, delinea una cornice di bellezze naturali: le gole del Sagittario che precipitano verso Anversa con la loro aspra bellezza; il gruppo montuoso con la sua regina, Montagna Grande; il Monte Godi e la Val di Corte; il lago che si adagia fino alla ridente Villalago.

Un caratteristico scenario nel quale è immerso Scanno, la “cittaduzza di sapore orientale”. Il paese (1050 metri) si affaccia su un’affascinante gola alpestre, in una zona montana dell’Abruzzo. Le origini non sono accertate e, fra storia e leggenda, c’è l’insediamento di un primitivo ceppo orientale.

Si può ancora ammirare il tipo di lavorazione dell’oro e dell’argento che a giudizio di molti esperti richiama un tipo di stile dell’Asia minore; c’è il famoso e originale costume muliebre: il copricapo richiama il turbante e ferma l’attenzione degli studiosi di tradizioni popolari, insieme con le calzature a pantofola, la gonna e il giubboncino. Una storia fantastica scritta nella pietra, con un’architettura d’insieme di rara memoria.

[oblo_image id=”2″]Sono le suggestive fughe dei tetti, case e palazzetti dal tardo Rinascimento al Barocco, e scorci spettacolari delle scalette esterne delle viuzze scoscese, archetti di riparo, anditi bui, mentre al XVI secolo fissa il tempo la Fontana del Sarracco e all’arte borgognona del XIII secolo richiama il portale mediano della chiesa di Santa Maria della Valle.

Paesaggio, folklore, arte, artigianato delle oreficerie e del merletto a tombolo; una storia soffusa di mistero con quel sapore d’Oriente e quel costume unico, le gole aspre in cui gorgoglia impetuoso il Sagittario, le montagne maestose e silenti, il lago di cui ricorda la nascita il villaggio di Frattura, a 1200 metri, verso quel Monte Genzana che al tramonto dell’era glaciale si spaccò lasciando cadere una frana sul letto del Tasso.

Il turista resterà affascinato dalle interessanti realtà storiche del paese. Piazza Santa Maria della Valle è il principale ingresso di Scanno. Si ergeva qui la Porta Santa Maria, una delle tre che davano accesso all’abitato: fu abbattuta all’inizio del secolo insieme a Porta della Codacchiola o di S. Antonio. Rimane oggi solo la terza: Porta della Croce. La vicina chiesa parrocchiale di Santa Maria della Valle fu strutturata nel 1568, sulla medioevale chiesa di S. Maria di Scanno, ricordata nelle bolle di papa Adriano IV del 1156 e di Clemente III del 1188. Usciti dalla chiesa, scendendo per via Abrami, a sinistra si incontra l’ex chiesa del Purgatorio, detta anche Delle Anime Sante. Eretta nel 1720 e interdetta nella seconda metà del secolo, fu adibita a teatro pubblico: nel 1792 era giudicato uno dei più importanti del Regno di Napoli.

[oblo_image id=”3″]Da qui possiamo ammirare la Fontana Sarracco (secolo XVI e XVIII) composta di due corpi ad arco: quello a sinistra datato 1549, serviva come abbeveratoio per gli animali; l’altro di epoca posteriore, con quattro mascheroni e il piano d’appoggio molto alto per consentire alle donne, dopo aver riempito le conche, di collocarsele sul capo senza troppa fatica. Nell’estrema destra si trova, murato, un bassorilievo raffigurante l’Annunciazione datato 1732. Proseguendo per via Abrami, si giunge a piazza San Rocco. A sinistra la piccola chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Non si conosce l’anno della costruzione che deve risalire sicuramente ai primi del 1400. In una iscrizione collocata sul fregio della facciata si legge: “Yoannes et Marinus de famiglia Nardoti anno 1708”, in cui si riferisce il restauro effettuato in seguito ai terremoti del 1703 e 1706 che danneggiarono molti edifici di Scanno. Al di sopra del muraglione che delimita la piazza, si affaccia la chiesa di San Rocco detta anche della Madonna del Carmine, perché sede dell’omonima confraternita. Al di là dell’arco medioevale sormontato dalla Torre Vecchia, la zona più alta e più antica del paese, si erge la chiesa di S. Eustachio, patrono di Scanno, detta anche di S. Maria di Loreto. Da piazza Dell’Olmo osserviamo la mole imponente del Palazzo Di Rienzo (secolo XIX) costruito sull’area dell’antico palazzo feudale.

Seguendo via Silla, a destra, troviamo la chiesa di San Giovanni Battista. A sinistra si può ammirare L’Arco della Nocella, armonioso nelle sue parti. In origine questi archi venivano costruiti per unire e tenere saldi due edifici tra loro, affinché potessero resistere ai frequenti terremoti. In tutto il paese se ne contano venti. Nella vicina via Ciorla, salendo, si raggiunge Porta della Croce, l’unica rimasta. Se si scende, al numero 5, c’è la chiesa di S. Antonio Abate o Barone. Al numero 3 si può ammirare il seicentesco Palazzo Tanturri De Horatio con eccellenti motivi architettonici dall’elegante portale in marmo (secolo XVIII). Attraversata via De Angelis, si arriva a via Federico Ciarletta e a sinistra incontriamo la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fa da sfondo alla piazza il Palazzo Serafini (secolo XVII). Poco distante si ergeva la Porta S. Antonio. Al suo fianco la Fontana detta del Pisciarello (secolo XVIII), sormontata da uno stemma con tre torri e il motto: Universitas Terrae Scannis. La vicina chiesa di Sant’Antonio di Padova segna l’ultima tappa del nostro viaggio attraverso le realtà storiche del paese.

Quando passeggiate per le strade di Scanno curiosate alla ricerca delle specialità locali: l’appuntamento è a Pan Dell’Orso, in via del Lago, 20. Troverete “le frolline”, biscotti a forma di viso sorridente, i dolci di zia Concetta, “la scannese” e tante altre gustose ghiottonerie.

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments