HomeCulturaArteIn scaena” : Il teatro della Roma antica al ColosseoIn_scaena_Il_teatro_della_Roma_antica_al_Colosseo01 _erased=0&_num=1&_order=1&align=left&caption=&extension=jpg&filename=colosseo_roma.jpg&hasThumbnail=1&height=95&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=0&pathFromUploadDir=1%2Fcolosseo_roma.jpg&thumbnailFilename=colosseo_roma_thumb.jpg&thumbnailHeight=95&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Fcolosseo_roma_thumb.jpg&thumbnailWidth=95&title=colosseo&useThumbnail=0&width=95&wrapText=1mariannapilato@alice.it 999120257273310912026014551visible01202658743***image3***Prenderà il via...

In scaena” : Il teatro della Roma antica al ColosseoIn_scaena_Il_teatro_della_Roma_antica_al_Colosseo01 _erased=0&_num=1&_order=1&align=left&caption=&extension=jpg&filename=colosseo_roma.jpg&hasThumbnail=1&height=95&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=0&pathFromUploadDir=1%2Fcolosseo_roma.jpg&thumbnailFilename=colosseo_roma_thumb.jpg&thumbnailHeight=95&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Fcolosseo_roma_thumb.jpg&thumbnailWidth=95&title=colosseo&useThumbnail=0&width=95&wrapText=1mariannapilato@alice.it 999120257273310912026014551visible01202658743***image3***Prenderà il via domenica 17 febbraio al Teatro Cinese di Hollywood la terza edizione di Los Angeles, Italia-Film, Fashion and Art Fest, il festival che celebra il cinema italiano in America, con il patrocinio del Ministero per i Beni e delle Attività Culturali, degli Affari Esteri, dell’Ambasciata italiana negli USA e della Regione Campania. Il festival, organizzato da Pascal Vicedomini, aprirà quest’anno con un omaggio a Luciano Pavarotti e animerà le serate della città di Los Angeles fino al 23 febbraio, quando si chiuderà con la proiezione del film di Giulio Base Padre Pio Tra cielo e terra, interpretato da Michele Placido, uno dei protagonisti della festa italiana. L’attore e regista inoltre presenterà nella città del cinema anche le ultime pellicole da lui dirette: Romanzo Criminale ed Ovunque sei. Il padrino della manifestazione sarà l’attore Franco Nero, mentre Valeria Solarino sarà presente come madrina. Il festival celebrerà quest’anno, tra gli altri, gli attori Lina Sastri, Enrico Loverso e Martina Stella e i registi Carlo Lizzani, Citto Maselli, Mimmo Calopresti e Bernardo Bertolucci che il 19 febbraio riceverà la stella sulla Walk of Fame. L’assegnazione al regista della stella d’oro sul marciapiede delle star rappresenterà l’evento clou della grande festa e in onore del cineasta italiano verrà proposto un suo documentario realizzato all’età di vent’anni: ‘La via del petrolio’. In programma anche un omaggio a Michele Placido e a Carlo Lizzani: il suo ‘Hotel Meina’, dedicato all’Olocausto, sarà premiato dallo sceneggiatore Steven Zaillian, premio Oscar per ‘Schindler’s List’. ***image1***La manifestazione gode inoltre della collaborazione dell’Eni, dell’American Film Institute, University Southern California – School of Cinematic Arts, Mann Chinese 6 Theatre, Italian Institute of Culture – Los Angeles, Cinecittà Holding, Centro Sperimentale Cinematografia-Cineteca Nazionale and of the National Italian American Foundation. Tra le iniziative per pubblicizzare questo festival a Los Angeles, la più curiosa è un cartellone raffigurante il Golfo di Napoli, installato sull’ Hollywood Boulevard, proprio ai piedi della famosa collina contrassegnata dalla celeberrima scritta. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.losangelesitalia.com.Marco Miranda3 _erased=0&_num=1&_order=1&align=left&caption=&extension=jpg&filename=cart.jpg&hasThumbnail=1&height=97&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=&pathFromUploadDir=1%2Fcart.jpg&thumbnailFilename=cart_thumb.jpg&thumbnailHeight=97&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Fcart_thumb.jpg&thumbnailWidth=175&title=cart.jpg&useThumbnail=1&width=175&wrapText=1 _erased=0&_num=3&_order=3&align=right&caption=&extension=jpg&filename=manifesto_1.jpg&hasThumbnail=1&height=212&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=&pathFromUploadDir=1%2Fmanifesto_1.jpg&thumbnailFilename=manifesto_1_thumb.jpg&thumbnailHeight=200&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Fmanifesto_1_thumb.jpg&thumbnailWidth=134&title=manifesto_1.jpg&useThumbnail=1&width=142&wrapText=127Dal 17 al 23 febbraio, si terrà ad Hollywood il festival del cinema “Los Angeles, Italia-Film, Fashion and Art Fest”. Premio speciale al regista Bernardo Bertolucci.A Hollywood si celebra il Cinema Made in ItalyA_Hollywood_si_celebra_il_Cinema_Made_in_Italy01 _erased=0&_num=1&_order=1&align=left&caption=&extension=jpg&filename=manifesto_big2008.2.jpg&hasThumbnail=1&height=95&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=0&pathFromUploadDir=1%2Fmanifesto_big2008.2.jpg&thumbnailFilename=manifesto_big2008.2_thumb.jpg&thumbnailHeight=95&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Fmanifesto_big2008.2_thumb.jpg&thumbnailWidth=95&title=manifesto_big2008.2.jpg&useThumbnail=0&width=95&wrapText=1mirandamo@libero.it 100112025870873412026011371visible01202672756Segnatevi questa data: 13 febbraio 2008! Tra pochi giorni, infatti, potrete avere l’opportunità di godere di due importanti inaugurazioni nell’arco di pochi minuti: starà poi a voi scegliere se dedicare piú attenzione alle forme pure del neoclassico Antonio Canova, o se vivere l’intensa varietà artistica del piú recente Giacomo Balla, assecondando quelli che sono i vostri gusti o le vostre curiosità. Due mostre che affrontano due temi totalmente differenti, ma che possono essere interpretate come un modo per rivivere quasi due secoli di storia dell’arte nello spazio delle poche centinaia di metri quadrati di Palazzo Reale a Milano. ***image2***La mostra Giacomo Balla: la modernità futurista, nonostante il titolo sottolinei solamente un determinato periodo dell’artista torinese, avrà come scopo quello di presentare (e spiegare) al meglio il trentennio universalmente considerato come il periodo piú importante della carriera di Balla, ovvero quello compreso tra il 1900 e il 1929. Non solamente Futurismo, quindi, anche se gran parte delle oltre 200 opere d’arte esposte scorre lungo la filosofia di questo filone artistico. La retrospettiva si aprirà infatti con un’ampia selezione di dipinti riconducibili all’originale esperienza divisionista dello stesso artista, lontana dai simbolismi di Previati o di Segantini; queste tele, eseguite nella Roma del primo decennio del secolo, affrontano argomenti che spaziano dall’intimismo familiare fino al discorso sociale nell’accezione piú ampia del termine. La seconda sezione della mostra sarà invece già incentrata sull’analisi del movimento (che sarà il leit-motiv della rassegna), esplicata attraverso studi e opere indissolubilmente legati al Futurismo boccioniano appena canonizzato. Tematiche naturalistiche e incorporee (come i raggi di luce o la scia di velocità) affrontate attraverso un linguaggio via via sempre piú astratto, che culmina nel superamento della bidimensionalità per mezzo di collages plurimaterici (carta stagnola, carte colorate, lamiere) che ben si adattano alla rappresentazione dei temi appena accennati. Il percorso espositivo si presenterà come un approfondimento a 360° della poliedrica carriera di Balla: non mancheranno infatti, oltre ai già citati dipinti e a quei lavori (sculture, fotografie, acquarelli, disegni, etc…) che sono piú vicini al tradizionale concetto di opera d’arte, anche bozzetti di scene e costumi teatrali, le cosiddette tavole parolibere, copertine di riviste e gli utopici fiori futuristi, per mezzo dei quali l’artista immaginava una ricostruzione della natura ad opera dell’uomo. ***image1***L’altra mostra a Palazzo Reale trova come esponente principale lo scultore che forse piú di tutti ha rappresentato alla perfezione gli ideali del Neoclassicismo. Canova alla corte degli Zar. Capolavori dall’Ermitage di San Pietroburgo propone una rassegna di quaranta opere provenienti dal museo russo, di cui ben sette di Canova, delle quali meritano di essere menzionate la Danzatrice, l’Amorino alato, Le Tre Grazie e la Maddalena penitente, capolavori assoluti scolpiti in un marmo bianco e levigatissimo, evocazioni lontane di una bellezza primigenia. Tra gli altri artisti presenti spiccano Lorenzo Bartolini, presente con due sculture (la Ninfa dello scorpione e la Fiducia in Dio) e polemico antagonista del “bello ideale” canoviano, Pietro Tenerani (Flora e la Psiche svenuta), fervente anticlassicista, e Giovanni Duprè (Bacchino malato), filosoficamente vicino al “bello naturale” di Bartolini. Opere che permettono, quindi, di gettare uno sguardo sul panorama artistico internazionale del diciannovesimo secolo. Palazzo Reale, Milano Giacomo Balla: la modernità futurista 13 febbraio – 18 maggio 2008 Canova alla corte degli Zar. Capolavori dall’Ermitage di San Pietroburgo 13 febbraio – 1 giugno 2008Mirko Moizi2 _erased=0&_num=1&_order=1&align=right&caption=La%20%22Danzatrice%22%20di%20Antonio%20Canova%2ll%27Ermitage&extension=jpg&filename=Canova_Danzatrice_per_articolo.jpg&hasThumbnail=1&height=220&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=&pathFromUploadDir=1%2FCanova_Danzatrice_per_articolo.jpg&thumbnailFilename=Canova_Danzatrice_per_articolo_thumb.jpg&thumbnailHeight=200&thumbnailPathFromUploadDir=1%2FCanova_Danzatrice_per_articolo_thumb.jpg&thumbnailWidth=112&title=Canova_Danzatrice_per_articolo.jpg&useThumbnail=1&width=123&wrapText=1 _erased=0&_num=2&_order=2&align=left&caption=Un%27opera%20di%20Giacomo%20Balla&extension=jpg&filename=Giacomo_Balla_per_articolo.jpg&hasThumbnail=1&height=200&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=&pathFromUploadDir=1%2FGiacomo_Balla_per_articolo.jpg&thumbnailFilename=Giacomo_Balla_per_articolo_thumb.jpg&thumbnailHeight=200&thumbnailPathFromUploadDir=1%2FGiacomo_Balla_per_articolo_thumb.jpg&thumbnailWidth=145&title=Giacomo_Balla_per_articolo.jpg&useThumbnail=1&width=145&wrapText=119Dal 13 febbraio due mostre distinte di Giacomo Balla e Antonio Canova si troveranno fianco a fianco all’interno delle sale di Palazzo Reale a MilanoBalla e Canova: insieme appassionatamenteBalla_e_Canova_tutti_insieme_appassionatamente01 _erased=0&_num=1&_order=1&align=left&caption=&extension=jpg&filename=insieme_quadrato.jpg&hasThumbnail=1&height=95&isImage=1&linkTo=&linkUrl=&openLinkInNewWindow=0&pathFromUploadDir=1%2Finsieme_quadrato.jpg&thumbnailFilename=insieme_quadrato_thumb.jpg&thumbnailHeight=95&thumbnailPathFromUploadDir=1%2Finsieme_quadrato_thumb.jpg&thumbnailWidth=95&title=insieme_quadrato.jpg&useThumbnail=0&width=95&wrapText=1il_moizi@yahoo.it 1002120261646916812026932691visible01202616169***image1***Una storia d’amore e rinuncia, raccontata fondendo recitazione, danza e musica in un esperimento di teatro totale, con costumi ed effetti illuminotecnici portati a un registro di insuperabile perfezione estetica: I La Galigo, opera epica e visionaria del regista americano Robert Wilson, è tutto questo e molto altro ancora. Interpretato da uno straordinario complesso di cinquanta attori-danzatori e condotto dalla voce narrante di Puang Matoa Saidi nello stile sacerdotale della comunità bissu, lo spettacolo si ispira al Sureq Galigo, poema epico dell’etnia Bugis del Sud Sulawesi in Indonesia, per secoli tramandato oralmente e raccolto in forma di manoscritto soltanto nel Trecento. ***image5***Alla memoria culturale dello spettatore occidentale, l’opera ricorda in più aspetti l’Odissea: come il poema omerico, infatti, anche quello indonesiano si sofferma sulle avventurose peregrinazioni dell’eroe e sui suoi incontri con popoli stranieri e divinità. Fulcro del racconto, tuttavia, è l’ipotesi mitologica sulla creazione del mondo degli uomini, a metà altezza tra quello degli dèi celesti e quello degli dèi inferi, e la descrizione della prima era di regno dei discendenti divini (figli uno del re del cielo, l’altra del re inferico). ***image2***L’astrazione della teogonia si materializza in una vicenda tutta umana: l’amore fatale di due gemelli figli dell’unione di due dèi, nato nel grembo materno e continuato per tutta la vita. La sorella resiste alla passione e si ritira in convento; il fratello ne rispetta la volontà e, dopo inevitabili smarrimenti, sposa una cugina cinese, copia identica dell’impossibile amore incestuoso. Il matrimonio gli regala un figlio, l’eroe eponimo I La Galigo, che, divenuto adulto, affronta il mondo in nuove imprese. Nel pieno delle sue avventure, I La Galigo viene richiamato dal nonno a Luwuq, da dove i discendenti degli dèi si erano allontanati, per una riunione di famiglia, durante la quale i due gemelli possono incontrarsi per l’ultima volta, prima di far ritorno ai loro luoghi di provenienza. Privo di dèi, il mondo terrestre sprofonda nel caos, finché i discendenti dei due fratelli, uniti in matrimonio, diventano i sovrani del mondo di mezzo. L’arcobaleno su cui gli dèi avevano viaggiato tra cielo, terra e inferi viene arrotolato e i cancelli di passaggio chiusi per sempre, impedendo definitivamente qualsiasi interferenza tra i tre mondi. ***image4***La versione scenica di Wilson mantiene il linguaggio Bugis nelle parti recitate, con sopratitoli in italiano. Anche la colonna sonora, eseguita da musicisti e cantanti che affiancano gli attori direttamente sul palcoscenico, attinge alle melodie tradizionali del Sud Sulawesi, rilette in chiave contemporanea dal compositore Rahayu Supanggah: una testimonianza viva ed emozionante della cultura propria dell’arcipelago indonesiano (da sempre crocevia di rotte internazionali e di tradizioni diverse), ancora pressoché sconosciuta all’Occidente, se non sotto le spoglie impoverite di un folclore artificiale ad uso e consumo del turismo di massa. I LA GALIGO, di Robert Wilson Dal 12 al 17 febbraio 2008 Teatro degli Arcimboldi Viale dell’Innovazione, 1 (Zona Bicocca) – Milano Ingresso: ore 21 (domenica 17 febbraio, ore 16) Biglietti Platea bassa e alta centrale: 40 euro Platea alta laterale: 32 euro I galleria: 25,50 euro II galleria: 20,50 euro Visibilità ridotta: 16 euro

[oblo_image id=”2″]È assolutamente da non perdere l’attuale mostra archeologica organizzata negli spazi interni del Colosseo. Infatti l’evento, curato da Nicola Savarese, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università di Roma Tre, si propone di ricostruire la storia e la vitalità del teatro romano, partendo dallo studio delle influenze greche ed etrusche (verificatesi già nel 364 a.c.), fino ad arrivare al periodo delle invasioni barbariche (inizi del VI sec. d.c.) e al conseguente declino dell’impero e della sua cultura. Non a caso, l’opera che apre il percorso espositivo è l’erma di marmo di Dioniso, dio greco del teatro, scelto proprio per simboleggiare la forte suggestione (sia dal punto di vista architettonico che drammaturgico) che la Grecia esercitò sulle arti della nostra penisola.

[oblo_image id=”1″]Le statuine in bronzo di due crotalische, conservate nei musei di Orvieto e di Ferrara, rimarcano la provenienza straniera di molti attori e danzatori dell’epoca, mentre un modello di scenografia in terracotta colorata (dal Museo Archeologico di Napoli) testimonia la presenza della tradizione greca anche nell’ambito dell’allestimento scenico. Inoltre, attraverso una raccolta di immagini fotografiche e di plastici (tra cui quello del teatro di Aspendos, in Turchia) delle strutture teatrali presenti in varie zone europee e del bacino del Mediterraneo, è possibile constatare con facilità le loro differenze e somiglianze. Passando alla seconda sezione dell’esposizione, qui vengono messe in risalto le modalità di rappresentazione scenica. Fra i reperti più significativi in questo senso, sono da citare innanzitutto i mosaici appartenenti ai Musei Vaticani, e raffiguranti mimi e pantomime.

[oblo_image id=”3″] Le ricostruzioni dell’organo di Aquincum e di una coppia di cembali (entrambe dal Museo della Civiltà Romana), invece, stanno ad indicare il ruolo preponderante della musica negli spettacoli dell’antica Roma. Purtroppo, numerosi aspetti riguardanti i meccanismi e i ritmi quotidiani seguiti a quei tempi dalle compagnie sono tuttora oscuri, a causa della mancanza di precise fonti storiografiche. Quel che è certo, però, è che gli artisti, compresi i più famosi e acclamati dal pubblico, non godevano di un’ottima reputazione, essendo esclusi sia dalla vita sociale che politica, e non avendo nemmeno il diritto di voto. È stata tramandata, al contrario, gran parte della letteratura drammatica latina: le commedie di Plauto, ad esempio, vengono rappresentate ancora oggi, come del resto si conoscono le vicende scritte da Terenzio, Livio Andronico ( 240 a.c.) e dal tragediografo Accio ( 85 a.c.).

Il catalogo della mostra, edito da Electa, grazie a una serie di schede dettagliate, ai contributi scientifici e alle illustrazioni a colori, cerca di fare luce sui punti meno chiari circa gli esordi del nostro teatro. Il volume è in vendita presso il bookshop del Colosseo, al prezzo di 15,00 Euro.

Sede: Colosseo, Roma
Orari: fino al 15 Febbraio dalle 8.30 alle 16.30, il 16 e 17 Febbraio (ultimo giorno della mostra) dalle 8.30 alle 17.00.
Ingresso: intero 11 Euro, ridotto 6,50 Euro.
Info: tel. 0639967700

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