HomeSpettacoloMusicaIl ritorno dei Neon, bagliori dal buio

Il ritorno dei Neon, bagliori dal buio

[oblo_image id=”4″]A volte ritornano…e si potrebbe aggiungere : “Finalmente!!!” A distanza di 20 anni , tornano ad esibirsi i Neon con la line up originale.

Tra i gruppi di spicco della new wave italiana degli anni ’80, i Neon nascono nel 1978 a Firenze, grazie all’incontro tra Marcello Michelotti e Stefano Fuochi, ai quali poi si aggiungeranno ed alterneranno, nel tempo, altri musicisti tra cui Piero Balleggi, Adriano Primadei e Leo Martera che con Michelotti compongono la formazione attuale.

I Neon che, con gruppi come Diaframma, Litfiba e Moda, rappresentarono l’avanguardia della nouvelle vague fiorentina ora si rimettono in gioco con la loro formazione originale erigendosi a vere icone della musica dark italiana se non europea e riproponendosi con questo Reunion Tour che sta toccando le più importanti città italiane.

Ieri sera al Rising South, uno dei locali più in voga della Napoli appassionata di musica supportati dall’Obscure Night di dj Demon, i Neon hanno riproposto il loro corposo repertorio con canzoni come “Isolation” “Lobotomy” “Dark Age”, pezzi che hanno infiammato il locale, pieno in ogni ordine di posto, e che potremo riascoltare nella loro raccolta “Memories”, uscita quest’anno per la Rituals Records.

Prima dell’infuocato concerto, il chitarrista Adriano Primadei ed il tastierista Piero Balleggi, hanno rilasciato ad Oblò.it un’intervista esclusiva.

[oblo_image id=”5″]Qual è la stata la miccia che ha acceso in voi la voglia di organizzare questo Reunion Tour?
«Un grosso stimolo è stata l’uscita di the boxed, (box-set antologico) alla fine del 2005, che abbinata all’uscita delle ristampe, in poco tempo, ha provocato l’interesse della gente, sia dei vecchi fan che dei nuovi. Un altro stimolo è stata la creazione della pagina myspace, un’ulteriore conferma dell’affetto dei nostri fan. In pratica si è trattato di riprendere il progetto Neon, che in fondo in ognuno di noi non era mai finito, e ripensarlo anche alla luce di una lettura nuova, prendendo quelle che sono le strutture originarie dei pezzi, riproponendole non con arrangiamenti diversi, ma con dei suoni attualizzati».

I temi trattati nelle vostre canzoni, prendevano spunto da una realtà dura ed amara, credi sia cambiato qualcosa da quando li avete scritti ad adesso?
«Questa domanda è molto pertinente, visto che il ritorno dei Neon è anche legato ad una lettura che può essere psicologica di ciò che sta avvenendo. In fondo il tema che affrontiamo, musicalmente parlando, è legato principalmente al movimento della musica dark, ma la tematica principale è stata sempre quella dell’alienazione come essere e vivere nel mondo, e col tempo non crediamo che questo tema sia cambiato, anzi con lo sviluppo di tanta tecnologia, l’alienazione non è andata scemando, ma è qualcosa di molto attuale anche nella generazione presente».

[oblo_image id=”6″]Cosa ne pensate della scena musicale italiana attuale?
«Fondamentalmente c’è una grossa differenza con ciò che abbiamo vissuto noi agli inizi degli anni 80, quando c’è stato un condensarsi, un coagularsi di sinergie, soprattutto in città come Firenze e Bologna, che ha creato un movimento che storicamente crediamo sia difficile da ripetere negli stessi modi. La scena attuale, è una scena determinata molto dal fatto che la musica rock ha smesso di evolversi e quindi tutte le letture musicali, non solo italiane ma anche internazionali, sono più che altro “riletture”, come uno stratificarsi di vari generi che vivono parallelamente. In definitiva la differenza sostanziale tra gli anni 80 e oggi, è che oggi si rivive tutto con un certo spirito di revival, di nostalgia mai vissuta, soprattutto dai giovanissimi; in quegli anni era tutto molto stimolante e carico, parchè stavamo inventando qualcosa giorno per giorno, era qualcosa di nuovo che nasceva da noi, in Europa, ed era tutto da scoprire, da inventare e da buttare in campo, ed era questa la grande forza, che oggi molti ci invidiano. In definitiva, quello che si è inventato allora era qualcosa di assolutamente nuovo, un mezzo espressivo attraverso la musica che tendeva molto all’introspezione. La nascita del punk aveva interrotto la tradizione di gruppi che facevano canzoni da quindici minuti, le opere rock, i virtuosismi smodati un pò fini a se stessi. Il punk fece un pò come il rock’n’roll negli anni 50, un momento di rottura: tre accordi, tanta energia, tanta voglia di divertirsi e via. La rottura del punk poi interruppe un movimento, e la nascita del dark porto un pò di poesia in tutto questo, un pò di letteratura, un pò di malinconia legata al decadentismo».

[oblo_image id=”3″]Quando ascoltate gruppi come gli Interpol, Block Party, She wants revenge, Editors, capite che, alla fine, il vostro sound è sempre vivo?
«Conosciamo e rispettiamo le produzioni musicali di questi gruppi, e non nascondiamo che ci sono delle composizioni pregevoli, ma il fatto è che manca l’elemento originale, e questo pone una grande domanda che riguarda la musica rock in generale: come si evolverà questo linguaggio al di là delle riproposizioni? In effetti dopo la stagione degli anni 80, e quella del grunge (che comunque era già una riproposizione) c’è stato fornito poco, molto poco, di originale e valido».

Avete in mente di pubblicare qualcosa di nuovo?
«Assolutamente si, questo non è un tour nostalgico, ma è la ripresa dell’attività di un gruppo, che aveva interrotto un discorso e che ora lo riprende proprio dove si era fermato, e ci sarà sicuramente un disco nuovo».

http://http://www.myspace.com/neonofficial
http://http://www.myspace.com/obscure_night
http://http://www.risingrepublic.com/

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