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Giornalisti e potere. Ecco come cambia la Russia

Domani a Palermo, nella scuola “Mario Francese” si terrà una lezione sulla concreta facciata della Russia e sul dilagare della piaga più profonda: la corruzione.

Professoressa d’eccezione, Julia Latynina, giornalista della Novaya Gazeta e collega della giornalista russa Anna Politkovskaja uccisa il 7 ottobre 2006 per il suo impegno nella divulgazione dei crimini commessi in Caucaso e nella fattispecie in Cecenia.

L’ argomento trattato dalla giornalista, esperta in materia economica, sarà sicuramente l’omicidio della sua collega ma soprattutto il rapporto tra stampa e stato e quindi
tra media e Putin. La giornalista che è anche una commentatrice politica asserì poco tempo fa che in Russia: “non c’è ancora una dittatura, ma non c’è più la democrazia” e riguardo all’attuale posizione politico-economico parla di una vera e propria: “involuzione politica morale e sociale in atto in Russia”.

Lei che come Anna porta avanti le cause più “fastidiose”, non difende assolutamente la classe dirigenziale; quei burocrati che si vendono e vendono i propri servigi, ritrovandosi con le spalle coperte e riuscendo sempre a farla franca, dove invece i cittadini comuni vengono puniti. Parla di imparzialità Julia, quella che costò caro a Anna e ad altri colleghi del settimanale russo.

Per il suo impegno, ha ricevuto il 17 novembre scorso a Catania, il Premio Maria Grazia Cutuli, dedicato all’inviata del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan il 19 novembre 2001.

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