HomeSpettacoloCinemaBeowulf: leggenda e realtà medievale

Beowulf: leggenda e realtà medievale

[oblo_image id=”2″]È uscito il 16 novembre scorso nelle sale di tutta Italia il film d’animazione che recupera l’antica e suggestiva leggenda di Beowulf.
La storia, leggendaria ma profondamente comunicativa, è ambientata nelle gelide coste della Danimarca. L’incipit mostra una festa nel salone del villaggio che viene improvvisamente turbata dall’arrivo di Grendel, mostruoso troll che, tra urla e schiamazzi, devasta la sala, ingurgitando alcuni dei commensali. Hrotgard, il sovrano del regno, la giovanissima consorte ed altri cortigiani riescono a salvarsi. La popolazione del villaggio rimane terrificata, ma a risollevare il loro stato d’animo è l’arrivo di Beowulf e dei suoi quattordici uomini, tutti Geati. Il re gli riconosce il suo appoggio, promettendogli in dono, se fosse riuscito a uccidere il terrificante mostro, una preziosissima coppa d’oro. Durante la notte l’eroe combatte con il troll riuscendo a mozzargli un braccio, ma dopo poco viene a sapere dell’esistenza di un’altra creatura: la madre di Grendel. 
Ma le fattezze alquanto sensuali di quest’ultima mettono in seria difficoltà Beowulf…

Lasciamo la suspence di scoprire il finale a tutti quelli che sono rimasti entusiasmati dal trailer di questa ottima produzione cinematografica.
Il film risulta decisamente attuale, non tanto per la storia o per l’ambientazione, relegate quanto più possibile in un mondo immaginario e lontano nel tempo, quanto per il suo messaggio. La “demonessa”, bella e provocante, offre all’impavido eroe ricchezze e potere che, nonostante il suo valore, non riesce a respingere. É la stessa cosa che era accaduta al vecchio sovrano del villaggio, nonché, alla fine del film, all’ultimo personaggio rimasto sulla scena, il fedele compagno di Beowulf.

Robert Zemeckis, il regista, ha voluto realizzare il film utilizzando la tecnica della motion capture, che consiste nella “cattura del movimento” degli attori attraverso il sistema stereofotogrammetrico (composto da più telecamere che emettono luce e marcatori di materiale riflettente). Il processo permette di creare un’immagine stilizzata dell’attore riproducendone, quanto più fedelmente possibile, i movimenti.

L’opera è tratta dal romanzo “Beowulf”, risalente all’VIII sec. e redatto in lingua anglosassone arcaica. Il testo originale presenta alcune divergenze rispetto al film, ma certamente il regista, attraverso alcune piccole modifiche della “fabula”, ha voluto trasmettere un messaggio preciso ed educativo: l’uomo è sensibile alla gloria, al potere e alla ricchezza.
Questo si evince dalle “trappola” in cui cade lo stesso Beowulf, il ché non fa di lui un “animale razionale”, ma un essere fallibile, facile da raggirare e incapace di dominare i propri impulsi e le proprie tentazioni.

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments