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Ariccia presenta la pittura romana del ‘600 e ‘700

Sono state esposte al Louvre e, in Italia, a Palazzo Barberini e Palazzo Reale. Ora le opere della Collezione Lemme sono in quella che sarà la loro sede stabile, Palazzo Chigi di Ariccia, dove andranno ad arricchire le raccolte del Museo del Barocco Romano. Donati ad aprile da Fabrizio Lemme, i 128 dipinti, che costituiscono una straordinaria testimonianza della pittura romana tra ‘600 e ‘700 (Barocco e Neoclassicismo), sono stati raccolti a partire dagli anni Settanta del ‘900, dall’avvocato e da sua moglie Fiammetta, prematuramente scomparsa nel 2005.

[oblo_image id=”1″]La mostra, che chiuderà i battenti il 10 febbraio 2008, è stata inaugurata il 10 novembre e curata da Francesco Petrucci (conservatore del museo), il quale ha dichiarato che la donazione, nell’ambito della pittura romana, non ha precedenti a Roma, per “consistenza e coerenza scientifica”, con un valore di perizia di 13 milioni di euro. A Lemme sono rimasti 165 dipinti sempre Seicento-Settecento romani, notificati, come quelli donati, dal ministero per i Beni culturali (“complesso di elevato interesse storico-artistico”) e quindi praticamente invendibili, sottratti ad ogni speculazione.

A rappresentare Seicento e Settecento romani sono 78 fra capiscuola e allievi, protagonisti, comprimari e infaticabili specialisti di generi particolari come i “quadri da canonizzazione”. Tra gli artisti in mostra Cavalier d’Arpino, Fetti, Caroselli, Preti, Borgognone, Baciccio, Baldi, Seiter, Giacinto e Ludovico Gimignani, Ferri, Maratta, Morandi, Ghezzi, Luti, Costanzi, Benefial, Batoni, Conca, Corvi, Giaquinto, Cades, Cavallucci, e molti altri artisti i cui nomi non dicono nulla al grande pubblico ma la qualità è molto alta.

Caratteristica forse unica della collezione-donazione Lemme è lo “spiccato interesse per i modi del processo ideativo” dei dipinti, i bozzetti, modelli finiti o studi preliminari, “prima idea” con o senza varianti per pale e palette, affreschi, stendardi. Stesura pittorica sintetica e immediata che perde in precisione, ma guadagna in freschezza.

La produzione romana fu richiesta fuori da Roma (a Prato, Palermo, Pisa) e sull’onda del Grand Tour, di artisti stranieri e di italiani all’estero si sparse in Francia, Inghilterra, Spagna, Polonia, Portogallo. La collezione Lemme si pone quindi come “emblema della cultura figurativa romana, quasi uno specchio di Roma barocca”, “riferimento a livello internazionale”, bussola per esplorare “tutte le scuole italiane barocche” fra barocco e classicismo e i “tanti sentieri” della pittura del Settecento, estremamente complessi per il gran numero di artisti, ibridazioni” anche fra scuole diverse, lontane ispirazioni, echi trasformati in pittura autonoma, originale.

Una piccola nota: le didascalie non sono per i visitatori; dicono tutto di cornici, provenienza e passaggi dell’opera, notifiche e donazione. Nulla sull’opera oltre i secchi dati tecnici.

Sede: Palazzo Chigi in Ariccia – Piazza di Corte 14 – 00040 Ariccia (Roma)
Orario: Da martedì a domenica 10.00 – 19.00, chiuso il lunedì;
la biglietteria apre alle 9,45 e chiude alle 18,30
Biglietti: € 7,00 intero – € 4,00 ridotto

Segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia, Franco Di Felice
tel. 06 9330053, fax 06 9330988
e-mail: mailto:info@palazzochigiariccia.it

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